Il mio weekend padovano comincia sabato mattina, subito dopo l’arrivo in treno, con la conferenza stampa al caffè Pedrocchi, dove si riuniscono, oltre alla stampa ed ai top runners, alcuni campioni italiani (Vincenza Sicari, Ottavio Andriani) che siedono al tavolo accanto al mio e che sono tutto tranne delle stelle: sembra di essere ad una qualsiasi riunione tra “malati di corsa” come tutti noi.
Dopo la conferenza stampa raggiungo l’hotel, proprio di fianco alla basilica di Sant’Antonio, pranzo e mi dirigo all’Expo, al centro di Prato della Valle: un tantino “scarno”, ma l’organizzazione mi pare ottima. Ritiro in quattro e quattr’otto il pacco gara, mi informo sulle maratone dell’autunno – impossibile farle tutte, anche se sono una più bella dell’altra – torno in hotel per lasciare il tutto e faccio quattro passi per Padova, città vivibilissima e già piena di gente, soprattutto maratoneti con famiglie al seguito e pellegrini in zona Sant’Antonio.
Verso le 16 sono di nuovo all’Expo, dove incontro Monica con i suoi genitori e Giovanni che, con famiglia al seguito, ci deve salutare e ci dà appuntamento per l’indomani. Incontriamo Giampy, Ezio e alcuni amici romani con i quali passiamo il resto del pomeriggio. Monica viene ufficialmente investita del titolo di membro onorario del team “Running Evolution” e passiamo il resto della giornata tutti insieme. All’Expo riesco ad incontrare anche Gino e Antonio, con Jenny e Alessandra che faranno le pacer delle 4:45′. Prima di cena ci raggiungono Fabio (all’esordio in maratona), Nicoletta e altri amici del team Running Evolution.
In pizzeria siamo in una ventina e passiamo una bella serata, poi a nanna presto in vista della maratona!
Dopo aver preparato lo zainetto per l’indomani, la notte passa tranquillissima e mi alzo con la prima delle tre/quattro sveglie puntate a cinque minuti di distanza l’una dall’altra. Colazione alle 6 in punto e poi raggiungo a piedi la stazione, dove incontro Monica e incrociamo Giovanni. Il cielo è limpido – si preannuncia una giornata piuttosto calda – ma fortunatamente a Vedelago alcune nuvole ci riparano dal sole, già caldo. Incrociamo Nicoletta, che ha accompagnato Fabio e che sta per tornare a Padova, e Antonio, pacer delle tre ore. Io riesco a trovare Fabio, col quale raggiungo la partenza. Ci raggiunge anche Monica, ci salutiamo e alle nove precise il via!
Raggiungo con calma i pacer delle 3:45′, seguiti da un bel gruppone, e li supero per avere un po’ più di spazio e per riuscire a prendere un ritmo regolare. Non guardo il cronometro se non dopo 3 km, e mi accorgo che sto andando piuttosto spedito: 5′01″ di media, considerando anche il primo km “intruppato” è veramente troppo veloce (secondo km in 4′41″!). Rallento leggermente e mi affiancano due podisti bergamaschi, con i quali scambio quattro chiacchiere. Il più giovane dei due prende un bel ritmo e io resto con Ivan, chiacchierando ad un’andatura che non controllo, ma che mi sembra tranquilla. L’unico pensiero è di non arrivare in vista dei pacer delle 3:30′, per evitare di esagerare, ma passiamo comunque ai 10 km in 50′37″, un po’ troppo veloce rispetto a quanto mi ero prefissato.
Nei successivi due km seguo ancora Ivan, poi lo saluto e contengo ancora un pochino il ritmo. Tutto tranquillo fino al pit-stop “tecnico” al km 17, riprendo a correre senza affanno e tutto pare procedere bene. Verso il km 19 sento che qualcosa non va, ma non riesco ad identificare il “problema” e mi limito ad una pausa di un minuto circa al passo in corrispondenza del ristoro al km 20. Riprendo e passo alla mezza in 1:49′50″, in linea – ora sì – con quanto speravo, ma la sensazione di malessere continua. Mi supera Giovanni, col quale scambio quattro chiacchiere, poi dal km 25 al 32 è veramente dura, nonostante la compagnia di un altro bergamasco in crisi come me: devo camminare per un minuto circa ogni km, comincio a soffrire un pochino il caldo e sento di nuovo un doloretto al piede destro, lo stesso che mi aveva dato problemi a Treviso. Attorno al trentesimo km (passaggio in 2:43′24″) vedo Ezio, anche lui in difficoltà.
Poco dopo mi riprendo, procedendo ad un passo un po’ più lento ma costante. Provo ad aumentare leggermente il ritmo ma sento “in lontananza” un’avvisaglia di crampi al polpaccio destro: approfitto della tenda massaggi al km 35 (tre minuti di massaggio energico che mi rimettono praticamente a nuovo!) e riparto con un po’ più di regolarità, affiancando per un buon tratto Ivan, anche lui “saltato”.
Dall’ingresso a Padova in poi riesco a correre quasi con continuità, e chiudo con una leggera progressione negli ultimi due km: tempo finale 4:04′13″ (realtime 4:03′11″). A parte il rammarico per essere “saltato” e per il dolore al piede, sono contento di aver corso a Padova, il percorso è molto scorrevole e nei diversi paesi incontrati il supporto della gente è magnifico. Sarà senz’altro una maratona da ripetere l’anno prossimo!
In zona arrivo mi raggiungono Ezio e Ivan, incontro Gino, poi arrivano Jenny e Alessandra (missione compiuta, hanno portato il gruppone delle 4:45′ a destinazione in perfetto orario) e riesco a sentire Fabio solo per telefono, è riuscito a tenere un ritmo costante per tutta la gara ed ha chiuso in 3:14′18″ (realtime 3:13′17″): complimenti!
Dopo il pasta party – dove ci raggiungono Flo, Paolo e altri bloggers – con Giampy, Monica e la sua famiglia, ci rilassiamo un po’ nel prato e torniamo all’hotel. Una doccia bollente e un pisolino mi rimettono definitivamente in sesto, tanto che prima di cena esco a fare due passi per evitare di ritrovarmi le gambe come il giorno dopo Treviso. Per cena torniamo al ristorante “Al Santo”, dove ci raggiungono i genitori di Monica, e andiamo tutti insieme al concerto in Prato della Valle. Giampy riesce a pogare anche quando canta “lo zar”… non ho parole! A fine serata ci salutiamo e ci diamo appuntamento alla prossima “riunione” dei blogger, probabilmente in occasione di una gara corta (una 10km o una mezza), in modo da goderci ancor di più il weekend.
Dal weekend padovano (patavino?) mi resta un pizzico di delusione per aver interpretato male la gara, partendo senz’altro troppo allegro: gli allenamenti c’erano – testimone il fatto che oggi cammino come un essere umano – e che la crisi, arrivata un po’ prima del previsto, è passata. Per il resto, un ottimo weekend, e tanta voglia di fare un’altra maratona.