mar
24
2009

Maratona di Roma

Eccomi finalmente a scrivere del bellissimo weekend e della bruttissima gara di Roma.

Tutto inizia sabato mattina prima delle sei: passo a prendere Angelo e raggiungiamo Sandro a casa sua, il tempo per un saluto a Cecilia e via per l’aeroporto di Orio, gentilmente accompagnati da Roberto. Ad Orio qualche disguido tecnico (chi si dimentica di fare il check-in online, chi lascia coscientemente a casa la carta d’identità…) non ci ferma e partiamo in perfetto orario. In volo riusciamo a fare la “visita parenti”, andando a salutare il resto del gruppo dei “castegnatesi”: Massimo, Guido e Beppe con Chiara.

Arrivati a Ciampino, ci accoglie un vento forte e freddo. Sentiamo Fabio, che è già a Roma con la famiglia dal venerdì, e raggiungiamo ciascuno il proprio alloggio, accordandoci per il ritrovo al centro maratona per il ritiro pettorali.

Al centro maratona ci sorbiamo una coda chilometrica, che però si esaurisce rapidamente, e ritiriamo ciascuno il proprio pettorale e il pacco gara, dopodiché raggiungiamo Trastevere per un primo assaggio dell’ottima cucina romana. Dopo pranzo, pomeriggio “libero” per tutti: per me e Sandro un pisolino ristoratore prima di raggiungere di nuovo il centro maratona per il Blogpoint pre-cena. Al nostro arrivo ci sono ancora diversi blogtrotters, compreso Orlando Pizzolato che sarà dei nostri anche a cena.

Insieme ai blogtrotters ci portiamo al ristorante prenotato dall’ottimo Giancarlo, in breve tempo arrivano tutti quanti e passiamo una bella serata in compagnia, scherzando e cercando di entrare in clima gara senza drammatizzare troppo l’evento, per alcuni (Sandro, Angelo e Fabio) l’esordio sulla distanza. Tra i consigli più gettonati, quello di correre in mezzo al gruppone nel lungo tratto (dal km 6 al 22 circa) verso nord, che si correrà molto probabilmente controvento. Dopo cena (un buon carico di carboidrati), a nanna presto: una bella dormita è quello che ci vuole per affrontare bene la fatica della maratona.

Il risveglio è tranquillo: è arrivato il grande giorno! Dopo aver deciso definitivamente l’abbigliamento (solo la canottiera, visto che in cielo non c’è una sola nuvola), una rapida occhiata di conferma al contenuto dello zaino, preparato meticolosamente il pomeriggio precedente, e alle sette troviamo puntualissimo Fabio, col quale raggiungiamo via di San Gregorio e gli amici di Castegnato e dintorni, tutti pronti per la maratona. Qualche foto, le ultime raccomandazioni e, dopo aver depositato ciascuno il suo zaino, ci dividiamo in base alle griglie di partenza: settore C per Massimo, Guido e Beppe, settore D per gli “esordienti” Sandro, Angelo e Fabio e per me, che essendomi iscritto senza specificare il tempo (aspettavo l’esito di Firenze per poter indicare un tempo sotto le quattro ore, ma non è poi stato possibile rettificarlo).

L’intenzione iniziale, condivisa da tutti, era di cercare di correre – folla permettendo – tra i 5’30″ e i 5’20″ al km, senza sprecare preziose energie nel sorpassare l’inevitabile “muro” di podisti più lenti e cercando di mantenerci vicini il più a lungo possibile. Già in prossimità del primo ristoro, l’unico “saltato” (come da programma), la necessità di un pit-stop tecnico da parte mia (di certo non ho rischiato di partire poco idratato…) e di Fabio (stringhe un po’ troppo strette) ci fanno dividere: propongo un km più allegro a Fabio, per poi fermarci lo stretto indispensabile e ritrovarci con Sandro e Angelo al cartello del km 6. Purtroppo, il vantaggio accumulato è troppo poco e i due ci sorpassano senza che riusciamo ad avvisarli e, nonostante il diradarsi della folla permetta un passo più agevole, non riusciamo a raggiungerli e preferiamo continuare con un’andatura controllata.

Ogni 5 km passo mentalmente in rassegna piedi, gambe, cosce e fiato: tutto procede molto bene, solo un leggero e diffuso fastidio al torace (lo stesso provato a Dublino, in una giornata con lo stesso vento freddo di Roma) che mi permette comunque di correre rilassato chiacchierando agevolmente con Fabio. L’andatura si porta progressivamente alla velocità di crociera: dopo il 29’49″ dei primi 5 km, 27’48″ nei secondi 5 e 27’27″ il parziale fino ai 15 km.

Qualche km più tardi e inizio a sentire che qualcosa non sta andando nel verso giusto: l’anca destra inizia a “pizzicare” prima ogni tanto, poi con sempre maggiore frequenza. Cerco di prestare attenzione alla tecnica di corsa, rilassandomi il più possibile ed evitando impatti bruschi con il fondo stradale, a tratti leggermente sconnesso.

Il passaggio alla mezza è un po’ oltre le previsioni (1:58’14″ il realtime), ma la media dell’ultimo tratto si assesta sui 5’26″ al km: mantenendosi costantemente sotto i 5’25″ al km fino alla fine (cosa più volte provata nei lunghi di allenamento) ci sarebbe un ottimo margine per scendere tranquillamente sotto le quattro ore per tutti (i realtime sono tutti tra l’1:55’37″ di Angelo e l’1:59’19″ di Beppe).

Peccato però che al dolore sempre più intenso all’anca si sia aggiunto da poco prima della mezza quello alla caviglia, un senso di intorpidimento generale alla gamba destra e un senso di sconforto generale: con tanti km ancora da percorrere, possibile che escano tutti questi dolori proprio oggi, durante la maratona, corsa tra l’altro a medie paragonabili, se non più lente, dei lunghissimi già provati e (tutti tranne uno) riusciti?

Al km 22 vedo Fabio guadagnare qualche metro, lo riprendo e gli dico di proseguire tranquillamente da solo, non ho intenzione di rallentarlo anche perchè credo ormai che l’unica strada sia il ritiro. Il “muro” non è nelle gambe, ancora fresche, ma si è trasferito in pianta stabile nella testa e da lì è difficilissimo smuoverlo: poco dopo inizio l’interminabile sequenza di tratti al passo, durante i quali i doloretti vari si fanno più sopportabili, e di corsa, con piccoli obiettivi come raggiungere il prossimo cartello chilometrico, cosa che non mi riesce nemmeno e che mi fa pensare sul serio al ritiro. La fase più difficile è fino al km 33, dopo il quale si torna definitivamente in centro. A questo punto incontro Massimo, un amico di Brescia, corro fino al ristoro del km 35 con lui e realizzo che, anche a costo di camminare fino alla fine, arriverò al traguardo di via dei Fori Imperiali.

A questo punto cerco solo di mantenere una corsa rilassata finchè posso, concedendomi dei tratti al passo quando il dolore all’anca o alla caviglia si fa più insistente. Un altro “aiutino” mi viene da Ezio, che sta accompagnando un amico nell’ultimo tratto della maratona, e chiudo l’ultimo km tutto di corsa. Il tempo finale è di 4:28’17″ (realtime 4:23’58″), di gran lunga il mio “personal worst”, ottenuto nella gara che – in quanto a percorso – poteva essere la migliore. La delusione è tanta, ma la voglia di riscatto pure: spero di metabolizzare, soprattutto a livello di testa, questa gara sfortunata nel corso delle cinque settimane che restano prima di Padova, il prossimo obiettivo.

MotionBased

Dopo l’arrivo, fortunatamente, ho potuto festeggiare la prima maratona conclusa benissimo per Sandro (3:55’28″), Angelo (3’59’48″) e Fabio (4:02’19″), e la seconda (credo) per Massimo (4:10’50″), Beppe (con un probabile 4:10’51″) e Guido (4:22’05″).

Dopo una doccia e un po’ di relax, i festeggiamenti sono proseguiti in una trattoria di Trastevere dove, bella sorpresa, ci hanno raggiunto i blogtrotters Giampiero, Mathias e Frate Tack con un paio di amiche e coi quali abbiamo passato una serata piacevole, raccogliendo le emozioni e le sensazioni di ciascuno. Per tutti è stata una maratona organizzata splendidamente e con un percorso che non ha pari probabilmente al mondo.

Dopo cena, la comprensibile stanchezza non ha fatto protrarre i festeggiamenti, se non con una sana dormita e, all’indomani, una visitina con Sandro alla basilica di san Pietro prima di tornare a casa nel primo pomeriggio, appendere la settima medaglia e riprendere con gli impegni quotidiani.

Al di là della forte delusione per la gara in sé, ho portato a casa da Roma un’esperienza unica in una città magica, che non visitavo da anni prima di andarci tre volte in meno di un anno in occasione di tre gare (la mezza in notturna, la 10 km di Colonna e la maratona). Il Blogpoint del sabato pomeriggio e soprattutto la cena hanno consolidato il gran bel movimento dei blogtrotters, nato da meno di un anno ma già capace di riunire a cena mezzo centinaio di persone, dall’amatore ultracinquantenne esordiente in maratona ad un campione mondiale in carica della 100 km, ad un due volte vincitore della maratona di New York, tutti accomunati semplicemente dalla passione per la corsa e da un blog personale nel quale scrivere e condividere della propria passione.

8 commenti »

  • Giancarlo scrive:

    Di solito scrivi poco, oggi un poema… è strano, ma in molti avete avuto dolori diffusi..eppure di sanpietrini ce ne sono tantissimi solo nel finale.

  • Nick scrive:

    Mi dispiace bibe, ma vedo comunque che ti sei divertito e che sei soddisfatto dell’amicizia dei Blogtrotter, io non c’ero fisicamente ma con la mente pensavo sempre a voi al raduno e alla gara….. Forza per la prossima maratona, sarà sempre un successo..
    Ciao Nick

  • maurizio scrive:

    Mi spiace per l’inconveniente, vedrai andrà benissimo alla prossima ed ad ogni modo a mio avviso hai fatto bene a concluderla lo stesso, io ho avuto un problema analogo a Firenze, quì non è andata molto meglio ma non mi lamento sono comunque riuscito a stere sotto le quattro ore 3,56 e spiccioli, mi stimola molto per la prossima, non so ancora quale al momento mi sono iscritto alla mezza di Prato a pasquetta dove l’anno scorso ho fatto il mio pb 1.36.15

  • monica scrive:

    sara’ che una maratona senza di me e’ una vita che non la fai????? ;) a parte gli scherzi, capita una giornata no. a padova sara’ un successo!

  • Gianluca scrive:

    Ciao Bibe, mi dispiace che a Roma non sia andato tutto per il verso giusto……vorrà dire che a Padova farai siglerai il tuo nuovo PB ! Adesso pensa solo a quello ! Ciao e in bocca al lupo !

  • bibe scrive:

    Grazie a tutti per il sostegno morale!
    @Giancarlo: il dolore al costato era dovuto quasi certamente al vento freddo (è lo stesso che avevo a Dublino, nelle stesse condizioni meteo); più che i sampietrini, forse non sono abituato a correre su fondo sconnesso… boh, non mi so ancora spiegare molte delle cose successe domenica.
    @Nick: in effetti ci sei mancato… non perderemo l’occasione di ritrovarci, nel frattempo un grosso in bocca al lupo anche a te!
    @Maurizio: complimenti per la tua maratona di Roma e in bocca al lupo per Prato.
    @Monica: non vedo l’ora di ribeccarti in qualche maratona, tieni duro che presto tornerai a correrne una!
    @Gianluca: pazienza per Roma, ho già spostato l’obiettivo su Padova, quel giorno penserò solo a correre, correre, correre!

  • Francorre scrive:

    E’ state un piacere conoscerti alla Blogcena di sabato. Peccato per il poco tempo avuto per parlare. Peccato per l’andamento della gara anche se ha mostrato la tempra tosta che ti ha permesso di arrivare. Complimenti

  • Daniele scrive:

    Ciao bibe, in effetti è un po che non ci si sente. Mi sono appena letto il tuo racconto. E’ un vero peccato che non sia andata per il verso giusto, ma vedo che hai già fissato data e luogo del riscatto. Che ci sarà sicuramente! Spero di incontrarti presto da qualche parte, perché, anche se non sembra, prima o poi torno in pista anche io…

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