Tempo (ahimè, solo cronometrico) anche meglio del previsto per la Vivicittà corsa oggi a Brescia, come da tradizione in contemporanea con altre città in Italia e all’estero, con alcuni penitenziari e con una dozzina di campi profughi in Libano, Palestina e Siria. Meteo inclemente, con pioggia e freddo, che ci ha fatti rintanare prima in un bar con Ale e compagnia e poi in auto, prima di partire per il riscaldamento (una decina di minuti circa, a buon ritmo per evitare l’assideramento) e raggiungere la zona di partenza, comprensibilmente molto meno affollata delle scorse edizioni, corse sempre con un bel sole.

Partito con Massimo del Motus (mentre l’altro Massimo era impegnato a Parigi), i primi due km sono stati agevolati dalla discesa – pericolosissima la picchiata all’interno del parco dell’acqua – ma comunque troppo veloci (4’28″ e 4’37″ i parziali); il ritmo si è stabilizzato attorno ai 4’48″ durante la lenta ma costante risalita lungo il ring, per poi aumentare nell’ultimo “chilometro” (in realtà, poco meno di 900 metri) in discesa del giro che ci ha riportati in piazza Loggia. All’inizio del secondo giro Massimo ha continuato ad aumentare mentre io perdevo lentamente terreno, correndo circa una decina di secondi al km più lento rispetto al primo giro, e chiudendo la gara in progressione con un 55’53″ (su 11,740 km misurati dal Garmin, e probabilmente attendibili) ed una media complessiva di 4’45″ al km.

Garmin Connect

Con una condotta di gara più oculata avrei probabilmente potuto limare qualcosa in più al tempo finale, ma sono comunque contento di com’è andata.

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