feb
21
2010
10

21 febbraio – Giulietta&Romeo Half Marathon

Ottimo allenamento e ottime sensazioni per la prima gara del 2010.

Partenza alle 7 da Castegnato, col gruppo Libertas – Angelo, Fabio, Massimo e Pietro – e tre amici del Motus (Dario, Massimo G. e Sergio) alla volta di Verona, dove abbiamo trovato clima fresco e abbastanza nuvoloso, ma con buone probabilità di schiarite. Al blogpoint (ma dov’erano i Fulminei?) foto e saluti vari con alcuni dei numerosi blogtrotters in gara e un nutrito gruppo di RunningForum, prima di cambiarsi scegliendo pantaloncini corti e magliettina più canottiera sociale.

Dopo un ottimo caffè, via al deposito borse e ingresso in griglia azzurra con Massimo. La strategia era ben definita: tre km a 5′30″, poi via a 5′ al km e sprint a tutta per gli ultimi 3 km. Dopo la partenza in mezzo al gruppone, limitando gli slalom ma cercando di evitare gli imbottigliamenti, e un primo km in 5′25″, la prima piacevole sorpresa: senza spingere particolarmente e in pieno controllo, il secondo km è scivolato via in un benaugurante 4′58″, seguito da un terzo in 5′02″ e dalla decisione di mantenere comunque il ritmo.

Nel quarto km abbiamo affiancato e superato il treno speciale di Yogi, con due pacer con tanto di palloncini e cartelli: un saluto e via, per chiudere il quarto km in 4′49″ e decidere di darsi una regolata, tornando poi costantemente a ridosso dei 5′ al km. Esclusi due km sotto i 4′45″ e due passaggi poco oltre i 5′ (km 6 e 11, quelli con i ristori), sono rimasto con Massimo fino al km 17, quando ho iniziato ad accusare un po’ di fatica e la necessità di un pit-stop “idraulico”. Salutato Massimo, involato verso un probabile PB sotto il “muro” dell’ora e 45, ho chiuso il km del pit-stop in 5′32″, rallentando leggermente nei successivi due (5′13″ al 19° e 5′25″, compreso il ristoro, al 20°) per accelerare nel finale chiudendo il 21° in 4′46″ e gli ultimi… 600 metri (!) – con passaggio nell’Arena – al ritmo dei 4′30″, per un real-time finale di 1:47′59″ (1:50′00″ il tempo dallo sparo). La FC media è stata di 173 bpm.

Garmin Connect

In zona arrivo ho trovato Alessandro e un felicissimo Massimo (1:44′58″ il real-time, complimenti!), col quale ho poi raggiunto il resto del gruppo, vedendo anche l’arrivo dei due tesserati Libertas iscritti alla maratona: Pietro (3:00′13″) e Beppe (3:20′08″).

Poco importa che la misurazione del percorso (complici forse le molte curve nella seconda parte) sia stata sensibilmente più alta dei canonici 21,097 km: ho ritrovato le belle sensazioni di qualche mese fa, correndo – per i miei standard – abbastanza rapidamente senza andare in affanno e incamerando un ottimo allenamento in vista della BresciaTEN alla quale mancano solo tre settimane.

feb
19
2010
7

Blogcena a Verona

Per la gioia di Runnerblade, primo post con foto direttamente dalla trattoria “Giulietta e Romeo” di Verona.

Buon appetito!

Michele, bibe, Fabio e Yogi

Che stuzzichini... chi si ricorda il nome del vino?

Solo Romei... ma che Giuliette al tavolo a fianco!

Esci da questo corpo!

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dic
20
2009
1

20 dicembre – CL 1:40′

Uscita “freschina” (-5 °C all’arrivo; non voglio credere agli -8 °C del termometro alla farmacia di Rodengo Saiano) con Angelo e Pietro: sensazioni ottime, respiro sempre sotto controllo e, di tanto in tanto, un’occhiata al cronometro per controllare che non stessimo correndo più velocemente del previsto. Sarà stato il freddo, ma senza accorgercene abbiamo aumentato un paio di volte l’andatura oltre il target dell’uscita (5′40″-5′20″).

In totale, 18,570 km in 1:40′ (media 5′23″, FC media 158).

Garmin Connect

In serata è prevista la blogpizza a Verona: vedremo di riuscire a postare una foto “in diretta”!

nov
15
2009
3

15 novembre – Garda Trentino Half Marathon

L’obiettivo della gara di oggi, alla quale ero iscritto da mesi (pettorale 64, praticamente da keniano visti gli oltre 2700 iscritti) era semplicemente di riuscire a correre per 21 km senza problemi. Obiettivo centrato agevolmente: l’andatura ha seguito i saliscendi del nuovo percorso, ma lo sforzo è stato costante (bpm sempre sotto i 160) fino al km 18 circa, dove ho fatto la prima proiezione sul tempo finale e ho realizzato che aumentando solo leggermente l’andatura sarei rimasto di poco sotto le due ore. L’ultimo km e mezzo (il Garmin segna 21,500 km, probabilmente a causa delle tante curve nei paesi incontrati lungo il percorso) corso senza affanno in 7′33″ mi ha permesso di chiudere la gara col tempo ufficiale di 1:59′44″ (media Garmin 5′34″, bpm medi 157, bpm max 177).

Garmin Connect

La gara è stata anche l’occasione di una serata sul lago con mia moglie Chiara e di un micro-blogpoint (c’eravamo solo io e Fatdaddy), rimpolpato da un gruppetto dei ragazzi di Runningforum.it.

da sinistra: bibe, armandos, grid, ..., ..., ingpeo, fatdaddy

In piedi, da sinistra: bibe, armandos, grid, ..., ..., ingpeo, gio63. Accosciato: fatdaddy

Dopo le foto e il ritiro del pettorale, quattro passi verso il parcheggio per lasciare la borsa e tornare alla zona partenza, dove ho incontrato Sergio e Pietro (Massimo ha dato forfait all’ultimo minuto, forse era ancora storto dal terzo tempo con gli All Blacks?). Quattro chiacchiere con Sergio – mentre Pietro cercava di portarsi più avanti possibile – e via: giro turistico di Riva del Garda (quante curve!) prima di prendere la strada per Arco e portarsi ai piedi della rocca, da dove ci siamo immessi sulla ciclabile che, passando dall’altro versante del monte Brione, corre a fianco del Sarca e porta a rivedere il lago alla frazione Nago di Torbole. Da lì tutto il lungolago, col passaggio in due parchi, fino a Riva e all’arrivo in piazza. Se possibile, il percorso era ancora più bello di quello dell’anno scorso, e il tempo ha retto benissimo (velato, senza troppo vento e senza una goccia di pioggia).

Dopo la gara, mi sono purtroppo perso il brindisi offerto da Grid, ma avrei comunque avuto fretta visto che siamo ripartiti subito dopo aver ritirato il ricco pacco gara per approfittare dell’ottimo di mia cognata e per festeggiare i 6 anni di mio nipote Andrea.

ott
18
2009
4

18 ottobre – Blogpoint alla Maratonina di Cremona

Non sarà stato il miglior blogpoint degli ultimi 150 anni, ma tra qualche ritardo e qualche defezione siamo riusciti a ritrovarci, finalmente, in un blogpoint come si deve con foto “ufficiale” e scambio di auguri (prima) e complimenti (poi) per una gara che si è confermata ottimamente organizzata e con un percorso veloce e mai monotono.

Da sinistra: Mic, zartax, Daniele, Walter, bibe

Da sinistra: Mic, zartax, Daniele, Walter, bibe

Ma andiamo con ordine… i primi blogtrotters a ritrovarsi sono Ale_57 e bibe: appuntamento alle 7 e partenza con Valter per Cremona. Dopo le operazioni di parcheggio e il ritiro del pettorale (con chip “fissato” con un elastico…) ci mettiamo sotto il portico del Duomo, in bella vista per chi entra in piazza o esce dalla zona di ritiro pettorali e cerchiamo di fissare lo striscione. Sì, ma dove? Le colonne sono troppo distanti l’una dall’altra, e non ci resta di meglio che appoggiarlo… ad un bidone dell’immondizia.

Alla spicciolata arrivano Walter, Daniele (W il Barça), Andrea (innovatel) e un modestissimo Mic: a sentirlo parlare non sembrerebbe di un altro pianeta, ma va davvero fortissimo! Quattro chiacchiere, una foto rapida e un consulto sull’abbigliamento per affrontare la giornata fredda (6 °C alla partenza, con un tasso di umidità davvero basso). Il sole scalda parecchio, ma aggirarsi tra i palazzi del centro praticamente in mutande fa davvero venire la pelle d’oca!

Alessandro è a meno una settimana dalla maratona di Venezia: oggi è a Cremona con l’intento di provare il ritmo maratona, ma si lascia scappare a mezza voce un “però, se oggi tirassi e facessi il personale, vuoi mettere che carica per Venezia?”. Prontamente i blogtrotters lo cazziano senza pietà e – forse – riescono a farlo recedere dallo scellerato intento. Aspettiamo per un altro po’ qualcuno dei blogtrotters iscritti alla gara, ma dato che la zona di consegna borse e la partenza non sono proprio vicinissime, ci salutiamo e ci prepariamo a partire.

In zona partenza vedo di nuovo Daniele, motivatissimo, ma perdo di vista Sandro: poco male, per me oggi l’intenzione è solo quella di correre in scioltezza e – se possibile – chiudere il conto con gli acciacchi degli ultimi tempi.

Fiato e gambe tengono ottimamente, ma i “residui” della contrattura al polpaccio sinistro (diagnosi confermata venerdì durante l’ultima seduta dal fisioterapista) si fanno però sentire troppo presto: già al km 4 ho le prime avvisaglie, il polpaccio si indurisce e l’azione di corsa è meno sciolta. Salto il ristoro del 5° km – non ce n’è bisogno, il sole splende ma fa ancora piuttosto freschino – e provo un km più allegro per verificare se qualcosa può cambiare. Nulla di fatto, e al cartello del km 6 mi ritiro e rientro verso il centro.

Mi perdo l’arrivo dei primissimi, ma non quello di Mic che sotto l’ora e 13 è il primo dei blogtrotters. Lo vedrò poi in zona arrivo, felice per il personale (almeno sulla mezza “ufficiale”); non riesco a scorgere Walter ma mi godo la mezza volata tra Alessandro e Daniele (PB anche per lui), vinta dal primo con un margine di sicurezza di una decina di metri.

Dopo i complimenti in zona arrivo, raggiungiamo rapidamente il deposito borse, dove incontriamo Andrea (innovatel, prontissimo per la trasferta irlandese) e Filippo, entrambi soddisfatti, e ci salutiamo con un’appendice di blogpoint di cui spero di riuscire a recuperare le foto.

Nonostante il secondo ritiro in otto giorni, l’ultima seduta dal fisioterapista (venerdì) mi ha fatto ben sperare per il prosieguo degli allenamenti: l’infiammazione al soleo destro è passata, resta una contrattura al polpaccio sinistro che con un po’ di corsa svelta (o, meglio, bicicletta) passerà. Per una settimana mi limiterò a qualche uscita in bici (spero che il tempo regga, dopo un’ora di cyclette mi sentirei un criceto…) e riprenderò a correre all’inizio di settimana prossima.

mar
24
2009
8

Maratona di Roma

Eccomi finalmente a scrivere del bellissimo weekend e della bruttissima gara di Roma.

Tutto inizia sabato mattina prima delle sei: passo a prendere Angelo e raggiungiamo Sandro a casa sua, il tempo per un saluto a Cecilia e via per l’aeroporto di Orio, gentilmente accompagnati da Roberto. Ad Orio qualche disguido tecnico (chi si dimentica di fare il check-in online, chi lascia coscientemente a casa la carta d’identità…) non ci ferma e partiamo in perfetto orario. In volo riusciamo a fare la “visita parenti”, andando a salutare il resto del gruppo dei “castegnatesi”: Massimo, Guido e Beppe con Chiara.

Arrivati a Ciampino, ci accoglie un vento forte e freddo. Sentiamo Fabio, che è già a Roma con la famiglia dal venerdì, e raggiungiamo ciascuno il proprio alloggio, accordandoci per il ritrovo al centro maratona per il ritiro pettorali.

Al centro maratona ci sorbiamo una coda chilometrica, che però si esaurisce rapidamente, e ritiriamo ciascuno il proprio pettorale e il pacco gara, dopodiché raggiungiamo Trastevere per un primo assaggio dell’ottima cucina romana. Dopo pranzo, pomeriggio “libero” per tutti: per me e Sandro un pisolino ristoratore prima di raggiungere di nuovo il centro maratona per il Blogpoint pre-cena. Al nostro arrivo ci sono ancora diversi blogtrotters, compreso Orlando Pizzolato che sarà dei nostri anche a cena.

Insieme ai blogtrotters ci portiamo al ristorante prenotato dall’ottimo Giancarlo, in breve tempo arrivano tutti quanti e passiamo una bella serata in compagnia, scherzando e cercando di entrare in clima gara senza drammatizzare troppo l’evento, per alcuni (Sandro, Angelo e Fabio) l’esordio sulla distanza. Tra i consigli più gettonati, quello di correre in mezzo al gruppone nel lungo tratto (dal km 6 al 22 circa) verso nord, che si correrà molto probabilmente controvento. Dopo cena (un buon carico di carboidrati), a nanna presto: una bella dormita è quello che ci vuole per affrontare bene la fatica della maratona.

Il risveglio è tranquillo: è arrivato il grande giorno! Dopo aver deciso definitivamente l’abbigliamento (solo la canottiera, visto che in cielo non c’è una sola nuvola), una rapida occhiata di conferma al contenuto dello zaino, preparato meticolosamente il pomeriggio precedente, e alle sette troviamo puntualissimo Fabio, col quale raggiungiamo via di San Gregorio e gli amici di Castegnato e dintorni, tutti pronti per la maratona. Qualche foto, le ultime raccomandazioni e, dopo aver depositato ciascuno il suo zaino, ci dividiamo in base alle griglie di partenza: settore C per Massimo, Guido e Beppe, settore D per gli “esordienti” Sandro, Angelo e Fabio e per me, che essendomi iscritto senza specificare il tempo (aspettavo l’esito di Firenze per poter indicare un tempo sotto le quattro ore, ma non è poi stato possibile rettificarlo).

L’intenzione iniziale, condivisa da tutti, era di cercare di correre – folla permettendo – tra i 5′30″ e i 5′20″ al km, senza sprecare preziose energie nel sorpassare l’inevitabile “muro” di podisti più lenti e cercando di mantenerci vicini il più a lungo possibile. Già in prossimità del primo ristoro, l’unico “saltato” (come da programma), la necessità di un pit-stop tecnico da parte mia (di certo non ho rischiato di partire poco idratato…) e di Fabio (stringhe un po’ troppo strette) ci fanno dividere: propongo un km più allegro a Fabio, per poi fermarci lo stretto indispensabile e ritrovarci con Sandro e Angelo al cartello del km 6. Purtroppo, il vantaggio accumulato è troppo poco e i due ci sorpassano senza che riusciamo ad avvisarli e, nonostante il diradarsi della folla permetta un passo più agevole, non riusciamo a raggiungerli e preferiamo continuare con un’andatura controllata.

Ogni 5 km passo mentalmente in rassegna piedi, gambe, cosce e fiato: tutto procede molto bene, solo un leggero e diffuso fastidio al torace (lo stesso provato a Dublino, in una giornata con lo stesso vento freddo di Roma) che mi permette comunque di correre rilassato chiacchierando agevolmente con Fabio. L’andatura si porta progressivamente alla velocità di crociera: dopo il 29′49″ dei primi 5 km, 27′48″ nei secondi 5 e 27′27″ il parziale fino ai 15 km.

Qualche km più tardi e inizio a sentire che qualcosa non sta andando nel verso giusto: l’anca destra inizia a “pizzicare” prima ogni tanto, poi con sempre maggiore frequenza. Cerco di prestare attenzione alla tecnica di corsa, rilassandomi il più possibile ed evitando impatti bruschi con il fondo stradale, a tratti leggermente sconnesso.

Il passaggio alla mezza è un po’ oltre le previsioni (1:58′14″ il realtime), ma la media dell’ultimo tratto si assesta sui 5′26″ al km: mantenendosi costantemente sotto i 5′25″ al km fino alla fine (cosa più volte provata nei lunghi di allenamento) ci sarebbe un ottimo margine per scendere tranquillamente sotto le quattro ore per tutti (i realtime sono tutti tra l’1:55′37″ di Angelo e l’1:59′19″ di Beppe).

Peccato però che al dolore sempre più intenso all’anca si sia aggiunto da poco prima della mezza quello alla caviglia, un senso di intorpidimento generale alla gamba destra e un senso di sconforto generale: con tanti km ancora da percorrere, possibile che escano tutti questi dolori proprio oggi, durante la maratona, corsa tra l’altro a medie paragonabili, se non più lente, dei lunghissimi già provati e (tutti tranne uno) riusciti?

Al km 22 vedo Fabio guadagnare qualche metro, lo riprendo e gli dico di proseguire tranquillamente da solo, non ho intenzione di rallentarlo anche perchè credo ormai che l’unica strada sia il ritiro. Il “muro” non è nelle gambe, ancora fresche, ma si è trasferito in pianta stabile nella testa e da lì è difficilissimo smuoverlo: poco dopo inizio l’interminabile sequenza di tratti al passo, durante i quali i doloretti vari si fanno più sopportabili, e di corsa, con piccoli obiettivi come raggiungere il prossimo cartello chilometrico, cosa che non mi riesce nemmeno e che mi fa pensare sul serio al ritiro. La fase più difficile è fino al km 33, dopo il quale si torna definitivamente in centro. A questo punto incontro Massimo, un amico di Brescia, corro fino al ristoro del km 35 con lui e realizzo che, anche a costo di camminare fino alla fine, arriverò al traguardo di via dei Fori Imperiali.

A questo punto cerco solo di mantenere una corsa rilassata finchè posso, concedendomi dei tratti al passo quando il dolore all’anca o alla caviglia si fa più insistente. Un altro “aiutino” mi viene da Ezio, che sta accompagnando un amico nell’ultimo tratto della maratona, e chiudo l’ultimo km tutto di corsa. Il tempo finale è di 4:28′17″ (realtime 4:23′58″), di gran lunga il mio “personal worst”, ottenuto nella gara che – in quanto a percorso – poteva essere la migliore. La delusione è tanta, ma la voglia di riscatto pure: spero di metabolizzare, soprattutto a livello di testa, questa gara sfortunata nel corso delle cinque settimane che restano prima di Padova, il prossimo obiettivo.

MotionBased

Dopo l’arrivo, fortunatamente, ho potuto festeggiare la prima maratona conclusa benissimo per Sandro (3:55′28″), Angelo (3′59′48″) e Fabio (4:02′19″), e la seconda (credo) per Massimo (4:10′50″), Beppe (con un probabile 4:10′51″) e Guido (4:22′05″).

Dopo una doccia e un po’ di relax, i festeggiamenti sono proseguiti in una trattoria di Trastevere dove, bella sorpresa, ci hanno raggiunto i blogtrotters Giampiero, Mathias e Frate Tack con un paio di amiche e coi quali abbiamo passato una serata piacevole, raccogliendo le emozioni e le sensazioni di ciascuno. Per tutti è stata una maratona organizzata splendidamente e con un percorso che non ha pari probabilmente al mondo.

Dopo cena, la comprensibile stanchezza non ha fatto protrarre i festeggiamenti, se non con una sana dormita e, all’indomani, una visitina con Sandro alla basilica di san Pietro prima di tornare a casa nel primo pomeriggio, appendere la settima medaglia e riprendere con gli impegni quotidiani.

Al di là della forte delusione per la gara in sé, ho portato a casa da Roma un’esperienza unica in una città magica, che non visitavo da anni prima di andarci tre volte in meno di un anno in occasione di tre gare (la mezza in notturna, la 10 km di Colonna e la maratona). Il Blogpoint del sabato pomeriggio e soprattutto la cena hanno consolidato il gran bel movimento dei blogtrotters, nato da meno di un anno ma già capace di riunire a cena mezzo centinaio di persone, dall’amatore ultracinquantenne esordiente in maratona ad un campione mondiale in carica della 100 km, ad un due volte vincitore della maratona di New York, tutti accomunati semplicemente dalla passione per la corsa e da un blog personale nel quale scrivere e condividere della propria passione.

mar
20
2009
2

In bocca… alla lupa!

Se è vero che uno degli aspetti più importanti dello scarico è quello di far aumentare la voglia di correre, e quindi di aiutare psicologicamente ad affrontare una gara lunga, a Roma sarò carico come una molla: saltata l’uscita di ieri mattina per recuperare completamente dalla febbre del pomeriggio-sera di martedì, stamattina non ho sentito per nulla la sveglia e ho continuato tranquillamente a dormire.

Purtroppo non riuscirò ad uscire nemmeno nel tardo pomeriggio, per una serie di impegni già presi, e neppure domattina, al micro-blogpoint organizzato da Gian Carlo a Villa Pamphili mezz’ora dopo il nostro arrivo a Ciampino. Poco male, comunque, l’importante è aver riposato, l’allenamento è stato fatto e adesso è ora di pensare solo a correre.

In bocca al lupo (o meglio, alla Lupa) a tutti i quasi 15.000 iscritti alla maratona di Roma, ai tantissimi blogtrotters e specialmente alla compagnia delle 5:58: Angelo, Fabio e Massimo, coi quali ho il piacere di condividere levatacce e allenamenti da quasi un anno.

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feb
09
2009
3

Maratonina di Giulietta e Romeo (2)

Il weekend veronese inizia alle 13 di sabato: arrivo a casa di Alessandro con la canonica decina di minuti di ritardo, il tempo di un caffè e via col simpaticissimo Piero verso Verona per il ritiro dei pettorali (una quindicina in tutto). Un’altra decina di minuti di ritardo dovuti ad una coda in autostrada per incidente, e arriviamo all’appuntamento con gli amici di runningforum.it: Fatdaddy e Rob, esordienti sulla distanza, e Xiaowei, alla terza maratona.

bibe, ROB, Piero, fatdaddy, zartax, Xiaowei

bibe, ROB, Piero, fatdaddy, zartax, Xiaowei

Il tempo di ritirare i pettorali (ottima l’organizzazione col supporto dei militari) e quattro chiacchiere, poi ognuno torna alle proprie auto mentre Sandro, Piero ed io ci facciamo un giretto tranquillo degli stand, in attesa della premiazione dell’Half Marathon Tour 2008. Trovato lo stand che distribuisce il “gadget” (una bella maglia tecnica) per chi ha completato tutte le cinque prove del circuito, ritiriamo il nostro piccolo premio e rientriamo a casa.

Domenica mattina all’appuntamento delle 7 siamo in sette iscritti alla Libertas Castegnato (Fabio, Angelo, Pietro, Massimo, Guido, Beppe ed io), più Dario e Mimmo “esterni”: visti gli impegni – è possibile che Pietro, tosse permettendo, faccia tutta la maratona – decidiamo di partire con tre auto e raggiungiamo velocemente la fiera di Verona per le ultime operazioni prima della partenza, prevista per le 9:30. Io mi sento piuttosto bene, non sarà giornata da personale ma sono abbastanza carico: considerando la settimana di inattività e gli ultimi strascichi dell’influenza (la fatica di ieri mattina era troppa rispetto al ritmo blando dell’uscita), sarei felice di chiudere sotto l’ora e 45.

Sistemato lo striscione dei blogtrotters, in cinque minuti compaiono tutti (gio63, Sandro, Fatdaddy, i fratelli Pretto e – da runningforum – Rob e consorte, Xiaowei, Ingpeo e Zio Baga) e il marito di Rob ci scatta qualche foto.

gio63, Xiaowei, Ingpeo, zartax, bibe, Zio Baga, Fatdaddy, ROB

gio63, Xiaowei, Ingpeo, zartax, bibe, Zio Baga, Fatdaddy, ROB

gio63, nick.12, Frate Tack, zartax/Ale, Fatdaddy, ROB, bibe

gio63, nick.12, Frate Tack, zartax/Ale, Fatdaddy, ROB, bibe

Raggiungo i “colleghi” della Libertas Castegnato ma il tempo corre, e non c’è spazio per una foto: consegnamo le borse e ci portiamo in zona partenza per un po’ di riscaldamento. In coda per lo start conosciamo Dino, che gentilmente ci scatta un paio di foto, e grazie al pettorale dei blogtrotters faccio la conoscenza di Roberto, assiduo lettore (di questo blog) di Bagnolo Mella.

Libertas Castegnato a Verona

I quattromila e passa partenti si vedono eccome: allo start (dato con un quarto d’ora abbondante di ritardo) la ressa è parecchia e con Dario cerco di avanzare rapidamente per approfittare della selezione che farà il cavalcavia posto poco dopo il primo km. Come (quasi) sempre, mi impongo di prendere un ritmo che mi sembra di poter tenere per tutti i 21 km, senza guardare il cronometro fino almeno al terzo km, dopo il quale generalmente cerco di assestarmi sullo stesso ritmo fino a 2-3 km dalla fine, quando – se ce n’è ancora – provo a dare tutto.

Al cartello del terzo km do un’occhiata al Garmin e vedo che sto andando a poco più di 4′40″ al km senza apparente affanno: mi sembra piuttosto strano, vista la fatica che sentivo ieri ad andature di poco inferiori ai 6′ al km, ma proseguo cercando di correre sciolto e rilassato. Salto il primo ristoro, affollatissimo; poco dopo vedo e saluto Sandro, che sta correndo con un buon passo, e poco più avanti Zio Baga, che saluto e seguo a breve distanza.

Al ristoro del km 10 afferro un bicchiere d’acqua (peccato non ci siano le bottigliette) e faccio una mezza gimcana per evitare un podista che si blocca in mezzo alla strada. Sento un dolorino al polpaccio, probabilmente un crampo, che passa non appena riprendo un’andatura regolare. Nel frattempo ho raggiunto Zio Baga, ma lo devo salutare per allacciarmi una scarpa e lo riprendo solo dopo un paio di km.

Poco dopo iniziano le difficoltà, con la stessa sensazione di “svuotamento” sentita nella prima uscita dopo la settimana di stop dovuta all’influenza. Le gambe vorrebbero correre, ma vado in eccessivo affanno e mi prendo una pausa al passo al ristoro del km 15. Riprendo poco dopo a correre, sempre ad un buon ritmo, ma la sensazione non passa e decido di concedermi una brevissima pausa (30-45 secondi) al passo dopo ogni cartello chilometrico. Corro un tratto anche insieme a Roberto, che prosegue con il suo ritmo, e dopo il passaggio in centro vengo affiancato e superato prima da Angelo, e poco dopo da Fabio. L’ultima pausa al passo è sul tratto iniziale della salita del cavalcavia, dopodiché riparto in progressione e chiudo la gara (con arrivo al coperto) con un realtime di 1:44′25″, meglio delle più rosee previsioni della vigilia, ma con un pizzico di delusione per come le ottime sensazioni dei primi 14-15 km sono svanite di colpo.

All’arrivo vedo subito Pietro (che ha avuto difficoltà, forse dovute ad un principio di bronchite, ed ha ripiegato sulla mezza chiudendola in 1:32′01″) Dario (1:41′09″), Angelo (1:43′05″) e Fabio (che con 1:43′55″ ha realizzato il personale), coi quali aspettiamo via via l’arrivo di Massimo (1:52′09″), Guido (1:56′01″) e Beppe (1:56′58″). Tutti piuttosto soddisfatti della gara, ci fermiamo un po’ al ristoro e ci portiamo al parcheggio per smistare le borse, visto che quasi tutti se ne tornano a casa senza passare dal pasta party.

Con Dario portiamo la macchina il più vicino possibile all’ingresso della Fiera e ci mettiamo in coda per il pasta party, dove incontriamo Sandro, Ingpeo e Fatdaddy coi quali scambiamo quattro chiacchiere prima di salutarci e tornare a casa per un po’ di meritato riposo.

feb
08
2009
6

8 febbraio – Maratonina di Giulietta e Romeo (1)

Due righe sulla maratonina di Verona prima di fare un pisolino; scriverò più estesamente del bel weekend in tarda serata.

Sono contentissimo del risultato – 1:44′25″ il real time, ci avrei messo la firma fino a stamattina – un pochino meno di com’è arrivato: tutto ben oltre ogni rosea previsione fino al km 10 (passaggio in 47′44″), poi un po’ di affaticamento e dal km 14 in poi l’influenza e la settimana senza correre hanno probabilmente presentato il conto, costringendomi ad “integrare” il resto della gara con alcuni brevissimi tratti al passo.

Finalmente un blogpoint degno di questo nome, oggi “gemellato” con alcuni amici di runningforum.it. Come sempre a Verona, percorso con tratti molto caratteristici e organizzazione ottima.

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dic
01
2008
8

Maratona di Firenze

Prima che i dettagli del bel weekend fiorentino si perdano tra gli impegni quotidiani, provo a raccontare i due giorni intensi e più che soddisfacenti passati a Firenze.

Prima di tutto, i giorni sono stati due e non quattro come inizialmente pensavo: ho passato il giovedì e il venerdì in ospedale con Chiara (per alcuni esami e una piccola operazione), che nel weekend è rimasta a casa a riposare. Il weekend lungo nella città del giglio è solo rimandato: tra una decina di giorni, senza l’impegno di una maratona, ci godremo ancora meglio Firenze.

Sabato 29
Il viaggio in treno (Eurostar diretto Brescia-Firenze) è stato rilassante e, non avendo impegni particolari prima di pranzo, non ho dato peso alla mezz’ora di ritardo… L’autobus ha raggiunto in fretta la zona centrale di Firenze, ma dopo 10 minuti di coda in cui l’autobus ha percorso un centinaio di metri, ho raggiunto a piedi – senza difficoltà – l’albergo, ho lasciato il bagaglio e mi sono diretto in piazza della Signoria per l’appuntamento delle 12 “sotto il David” con Ezio, Simonetta, alcuni blogtrotters (Gian Carlo, Brant, Master Runners, Marcaurelio, Er Moro) e gli “orange” della Running Evolution, presidentissimo in testa, coi quali abbiamo raggiunto l’ottimo ristorante segnalatoci da Francarun.

Dopo il pranzo (ottimo davvero, ma non proprio frugale…) sono ripassato in albergo per una doccia e un po’ di relax, prima di raggiungere l’expo (sempre a piedi) dove ho passato un paio d’ore divertenti con i blogtrotters (aspetto una foto per pubblicarla!) e ho conosciuto Orlando Pizzolato e la moglie Ilaria, davvero simpaticissimi. Prima di lasciare l’expo sono anche riuscito a vedere Tarcisio, che (non ci volevo credere…) aveva più o meno il mio stesso obiettivo cronometrico e col quale mi sono accordato per trovarci l’indomani alle 8.30 al centro di piazzale Michelangelo.

Sono tornato in albergo in auto, grazie a Daniele e Monica, e ci siamo dati appuntamento per la cena in una trattoria in viale Michelangelo, che pensavo di raggiungere a piedi. Mentre aspettavo in camera, preparando tutte le possibili combinazioni di vestiario per l’indomani, Gianluca (Master) mi chiama e mi avvisa che sarebbe passato a prendermi in piazza Indipendenza, giusto a 200 metri dal mio albergo… ottimo! Mi reco all’appuntamento, ci trovo Daniele e Monica e vengo a sapere che la cena (regolarmente prenotata…) è stata annullata! Peccato per Master, che ha chiamato per disdire tutto, ma per me è stata una pacchia… cenare a pochi metri dall’albergo mi ha permesso di essere a nanna per le 11! Il ritrovo per l’indomani è per le otto precise “sotto il David”.

Domenica 30
La prima sveglia suona alle 6: mi rendo conto che mi devo alzare, ma so di poter contare sulla seconda, puntata alle 6:15 (e su una terza, di emergenza, alle 7) e dormo ancora un po’. Un’occhiata al cielo (coperto e con serie minacce di pioggia) e decido di mettere la maglia traforata sotto la magliettina e la canottiera col pettorale. Per ogni evenienza, ho dei manicotti da ciclista e i guanti…

Dopo la colazione alle 7 con un gruppetto di maratoneti, piuttosto preoccupati per il tempo, mi preparo e raggiungo “il David” alle otto precise. Non c’è ancora nessuno dei blogtrotters: dopo una decina di minuti sento Daniele, che mi dice che è in arrivo con Monica, e che si trovano a trecento metri dal David. Aspetto un’altra decina di minuti prima di risentire Daniele e di scoprire che “il David” a cui si riferiva è quello di piazzale Michelangelo, mentre io sono ancora in piazza della Signoria!

Cerco di non agitarmi inutilmente e mi reco al deposito borse: il tempo di togliere la tuta e inizia a piovere in maniera piuttosto intensa… andiamo bene! Approfitto del sacco impermeabile fornito dall’organizzazione, lascio la borsa e prendo una delle numerose navette. All’apertura delle porte in piazzale Michelangelo la pioggia è più che insistente, ma almeno sono arrivato senza dover correre prima del dovuto! Peccato per non aver potuto fare foto con i blogtrotters, e nemmeno con i ragazzi di runningforum, ma in mezzo a tanta gente (meglio, a tanti sacchi tutti uguali) è praticamente impossibile trovarsi.

Con un colpo di fortuna vedo Tarcisio prima di entrare nelle gabbie, e riusciamo a posizionarci abbastanza avanti rispetto all’ingresso della gabbia (comunque, per il passaggio sul tappeto della partenza ci vorranno quasi quattro minuti!). Il tempo prima della partenza sembra non passare mai, e la pioggia è sempre più forte: decido che, se non avrò impicci, correrò con il sacco impermeabile finchè la pioggia non diminuirà.
La partenza è come sempre lenta, mi sforzo di non effettuare sorpassi azzardati e di tenere il più possibile un ritmo uniforme.

Purtroppo devo salutare Tarcisio: l’attesa sotto l’acqua e al freddo mi costringono ad un pit-stop “tecnico” dietro un cespuglio e continuo a non avere intenzione di rischiare una caviglia. Non ho intenzione di farmi assillare dal ritmo che sto tenendo: punto alle 3:50′, ma non voglio strafare e vorrei passare alla mezza intorno all’ora e 55. Il ritmo da tenere sarebbe quindi 5′27″: mi impongo comunque di tenere un’andatura comoda e di guardare il cronometro solo ai passaggi sui tappeti, ogni 5 km.

Fortunatamente, già nel terzo km la pioggia scende decisamente più leggera. Lascio la zavorra del sacco impermeabile poco prima di terminare la discesa da piazzale Michelangelo e durante il quarto km la pioggia smette del tutto, per poi riprende leggera e smettere definitivamente prima del ristoro del 5° km, che salto sorpassando un bel gruppo di maratoneti. Il passaggio al 5° km dice 27′51″ di realtime, ampiamente in linea con le previsioni (considerando il “traffico” dei primi km e il pit-stop).

In lontananza vedo dei palloncini: che siano quelli delle 3:45′? Rilasso ancora un po’ l’andatura, già prudente, ma i palloncini si avvicinano “inesorabilmente” e, per fortuna, mi rendo conto che sono quelli delle quattro ore. Li sorpasso, non senza un minimo di difficoltà visto il numero di podisti accodati ai pacer, poco prima del ristoro del 10° km, dove prendo un bicchiere d’acqua e proseguo. Il parziale è di 26′57″, leggermente più veloce del previsto, ma le sensazioni sono ottime e proseguo cauto.

Al ristoro del km 15 scelgo un bicchiere di sali, rallentando giusto per riuscire a bere e ripartendo sempre tranquillo. Il parziale al km 15 è di 27′42″, mi sento proprio bene e, nonostante il ritmo regolare, continuo a sorpassare gente. In zona stadio riconosco il punto esatto in cui l’anno scorso, all’esordio in maratona, mi sono fermato a camminare per la prima volta, pagando la partenza davvero troppo allegra e il “macigno” psicologico dei tanti, tantissimi km ancora da percorrere. Adesso invece mi sento come se potessi continuare a correre per tutta la giornata, ai ristori cammino qualche decina di metri giusto per bere senza pressioni e riparto con un ritmo regolare. Passo alla mezza in 1:55′04″ (neanche fossi Gian Carlo!) e rientriamo verso il centro città, prima della puntata al famigerato parco delle Cascine.

Ogni tanto do un’occhiata al cronometro, guardando solo il ritmo medio totale (che oscilla tra i 5′23″ e i 5′24″, ma il Garmin accumula regolarmente qualche decina di metri in più del percorso “ufficiale”). Di Tarcisio neppure l’ombra, ma visto il divario sulle distanze più corte, penso che abbia preso un ritmo sensibilmente più veloce del mio e spero di ritrovarlo al traguardo. Dopo il passaggio ai 25 km (in 2:16′55″) comincio a sentire la fatica, ma procedo cercando di stare il più rilassato possibile. Non voglio fermarmi se non al prossimo ristoro, e anche se la tentazione di inserire una pausa al passo anche allo spugnaggio del km 27,5 è forte, proseguo. Com’è arrivata, questa piccola crisi passa e (me ne sono reso conto solo guardando i parziali) infilo il parziale più veloce proprio qui: 26′45″ dal km 25 al 30.

Il parco delle Cascine è psicologicamente devastante, esattamente come me lo ricordavo l’anno scorso, però stavolta sono “nell’altro gruppo”: nonostante il ritmo un pochino più lento (28′53″ il parziale al km 35, compresa la pausa al passo che mi sono concesso al ristoro), sorpasso sempre più gente. Vedo comunque che riesco a tenere un ritmo regolare, e comincio a fare i primi conti: sono praticamente sicuro di riuscire ad abbattere il famigerato muro delle 4 ore, sono in largo anticipo e – almeno come real-time – sono più vicino alle 3:50′ che alle 4:00′. Anche questo pensiero contribuisce a farmi mantenere un’andatura abbastanza sciolta, anche se devo rallentare leggermente: ogni tentativo di aumentare la velocità si trasforma in un principio di crampi.

Cammino per una cinquantina di metri anche allo spugnaggio del km 37,5, e passo al km 40 in 3:41′47″. Il parziale (29′14″) è il peggiore, ma ormai è fatta e provo a correre alla massima velocità che mi permetta di non soffrire di crampi: riconosco Andrea, col quale corro qualche centinaio di metri prima di percorrere l’ultimo lungarno e rientrare verso piazza Santa Croce.

Chiudo la maratona in 3:57′27″ (real-time 3:53′49″), in condizioni fisiche accettabili e contentissimo di aver abbattuto il muro delle 4 ore proprio a Firenze, dopo un anno (e cinque maratone) dopo l’esordio sulla distanza.

MotionBased

Aspetto Andrea, che arriva poco dopo, e mi incammino verso il deposito borse. La “passeggiata” è interminabile, ma vedo parecchi amici (Ivana, Massimiliano, Fabio, Gian Carlo, Master Runners, Brant) e raggiungo il camion quando già sento parecchio freddo… però con dei vestiti asciutti va tutto molto meglio e, visto l’orario, riparto subito per l’albergo, dove riesco a fare una doccia prima di partire per la stazione.

Chiudo qui il racconto della domenica, il viaggio di ritorno è stato una mezza odissea (ritardi su ritardi, cambi di treno…) ma sono comunque arrivato sano e salvo a casa, felice di aver raccolto i frutti degli allenamenti iniziati a ferragosto e che, nonostante i pochissimi lunghi, mi hanno permesso di ottenere di nuovo un personale in maratona. Tra l’altro, abbassare il tempo ufficiale dell’anno scorso (4:02′30″) mi permetterà di iscrivermi gratuitamente alla maratona del 2009.

Concludo ringraziando tutti i blogtrotters, dal primo all’ultimo, chi ha corso – anche in bici, come Orlando – e chi no, chi c’era – anche solo all’expo, come Francarun – e chi no. Ringrazio e saluto anche Giampiero, che ci ha seguiti da casa e che presto sarà di nuovo con i “suoi” blogtrotters.

Appuntamento per tutti alla prossima foto dietro lo striscione dei blogtrotters: adesso ne ho uno anche per noi che corriamo spesso al nord, spero di “inaugurarlo” presto!

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