ott
19
2008
0

19 ottobre – Maratonina di Cremona

Giornata ottima per una bella corsa, organizzata piuttosto bene su un percorso non entusiasmante ma con parecchia gente nei lunghi tratti in città. Peccato per non aver abbassato il personale (per soli trenta secondi), ma sono comunque contento.

Per un probabile problema col chip di Sandro, non mi posso ancora sbilanciare sull’esito della nostra piccola sfida… spero che il suo real-time – per ora identico al tempo ufficiale – venga corretto…

La giornata inizia relativamente presto, sicuramente prestissimo per essere una domenica: sveglia alle 6:30, colazione leggera e appuntamento alle sette in punto con Sandro, Tarcisio e Pietro. Il viaggio è tranquillo, si vedono le prime nebbie della stagione nella bassa e le nuvole lasciano presto il posto ad un sole non troppo caldo. Ritiriamo i pettorali e un primo pacco gara, torniamo all’auto di Sandro per cambiarci e per approfittare del caffé offerto da Tarcisio. Ci riportiamo in zona partenza e nel tragitto verso il deposito borse perdiamo di vista Tarcisio.

Mentre ci portiamo alla partenza, poco lontano dall’arrivo in piazza del Duomo, mi fermo a chiacchierare con Gino (che correrà la maratona di Venezia domenica prossima) e Antonio, col risultato di perdere di vista anche Pietro e, soprattutto, Sandro, che avrei voluto tenere d’occhio per tutta la gara…

La partenza, praticamente in perfetto orario, è abbastanza affollata ma scorrevole, almeno fino alla prima curva dopo qualche centinaio di metri, quando la strada si restringe e causa un leggero imbottigliamento. Poco dopo riesco a trovare un’andatura piuttosto regolare: attendo come sempre il secondo km per dare un’occhiata al cronometro, e come sempre mi accorgo di essere partito un po’ troppo allegro… 4’32″ il primo km e 4’22″ il secondo. Sorpasso probabilmente un paio di centinaia di podisti, ma di Sandro nemmeno l’ombra… starà volando verso il personale?

Mi sento comunque bene, a parte un leggero fastidio al polpaccio destro che a volte sento per i primi km di una gara. Niente di preoccupante: infatti la sensazione sparisce dopo un altro paio di km, quando raggiungo Angelo, che saluto prima di continuare con un ritmo leggermente più contenuto, complici anche alcuni falsopiani che voglio affrontare con prudenza. Riguardo il cronometro all’ottavo km, vedo che sono “in perfetto orario” col virtual partner, che ho impostato per un ritmo di 4’37″ al km. Il Garmin segnala già un centinaio di metri in più del percorso segnalato, ma considerate le numerose curve non è affatto male. Sento che sto forzando il giusto, non credo di poter aumentare troppo l’andatura e comunque non voglio rischiare di arrivare agli ultimi 4-5 km troppo stanco per continuare su un buon ritmo. Il cavalcavia del decimo km è piuttosto insidioso, il cambio di ritmo affatica un pochino le gambe ma la sensazione passa dopo qualche centinaio di metri. Prima del quindicesimo km ho la stessa sensazione con i due sottopassi, e verso il sedicesimo (in svantaggio di un centinaio di metri rispetto al virtual partner, impostato comunque per chiudere sotto l’ora e 38) aumento con prudenza l’andatura, cercando di gestire la fatica senza spingere né troppo, né troppo poco.

Comincio ad accusare un po’ di affaticamento, ma è tutto sotto controllo: non guardo più il cronometro e cerco di aumentare ancora durante il ventesimo km, dopo il quale vado in progressione. Riesco a spingere anche lungo la salita che porta verso il cartello dei 21 km, e passo sotto il traguardo fermando il cronometro (che avevo fatto partire al passaggio sul tappeto della partenza) sul tempo di 1:39’39″, trenta secondi più del personale, stabilito lo scorso febbraio a Verona. Il tempo ufficiale è di 1:40’20″.

MotionBased

Mi guardo attorno per cercare Pietro, Tarcisio, Angelo e soprattutto Sandro, ma non c’è traccia di nessuno dei quattro: resto in fila per qualche minuto e raggiungo il ricco ristoro, dopo il quale – ancora da solo – passo a ritirare lo zainetto (con la tuta e le chiavi dell’auto di Sandro…!) al deposito borse e torno in zona arrivo, dove mi aggiro per un buon quarto d’ora prima di dirigermi al parcheggio dove ritrovo tutti i compagni di viaggio. Pietro, nonostante il dolore al ginocchio, ha chiuso di poco sotto l’ora e 30′, Tarcisio di poco sotto l’ora e 37′, mentre con Sandro la suspense resta: per ora il real-time (sul quale avevamo deciso di basarci per decidere chi avrebbe dovuto offrire il caffé) appare identico al tempo ufficiale, 1:41’56″: spero di poter aggiornare questo post con il “real-time ufficiale”, e spero soprattutto… di bere un buon caffè!

AGGIORNAMENTO: Sul sito podisti.net è comparsa una classifica con i realtime corretti. Il distacco ufficiale della sfida con Sandro (realtime 1:40’29″, il muro dei 100 minuti si avvicina sempre di più!) è quindi di 50 secondi.

giu
30
2008
4

Romamezzamaratona

Il weekend romano inizia al mattino presto del sabato: parto da casa alle 6:15, sotto un acquazzone e ammirando un bell’arcobaleno, alla volta di Cazzago dove recupero Sandro e Cecilia. Insieme passiamo da Calino e con Tarcisio e Luisa ci dirigiamo all’aeroporto di Orio al Serio.

Il volo è più che tranquillo, anche per Cecilia che è al “battesimo dell’aria”, e a Roma ci accolgono i 34 °C (già alle dieci!) di Ciampino: iniziamo bene! Con un pullman raggiungiamo la stazione metro di Anagnina e arriviamo a Lepanto, da dove la nostra pensione dista solo qualche centinaio di metri. Ci organizziamo nelle camere, poi io vado alla stazione Termini a prendere Chiara che, aggregatasi all’ultimo momento, è scesa in treno.

Torniamo alla pensione, ci rinfreschiamo un momento e raggiungiamo gli altri alla pizzeria da Ciro in pieno centro, per un’ottima pizza verace e per un caldo pomeriggio in giro per Roma, visitando la basilica di San Pietro, le tombe dei papi, e – dopo il rientro di Sandro e Tarcisio in camera per riposarsi prima della gara – piazza Navona e dintorni.

Dopo una mezz’oretta di relax, partiamo tutti per la stazione ferroviaria Flaminio, da dove prendiamo il treno per lo stadio Rosi, sede dell’arrivo in pista (all’ingresso della pista c’è il cartello dei 21 km, fa un certo effetto…), dove incontriamo Giampiero, ovviamente al gazebo della Running Evolution. Un piatto e mezzo (grazie, Chiara!) di pasta, un caffè e poi cerchiamo di stemperare la tensione pre-gara con una foto sul podio – bravo Sandro che si becca un bel bacio dalla bella miss – e quattro chiacchiere con i blogger e i ragazzi della Running Evolution. Peccato che al momento della foto con i blogger io fossi dall’altra parte dello stadio, dove abbiamo incontrato Gino e Jenny… mi farò perdonare a Colonna, sarò in tutte le foto!

Blogtrotters alla Romamezzamaratona

Appena tornato con Chiara, Gino e Jenny al punto di ritrovo, vedo Giampiero al telefonino che mi fa segno di raggiungerlo di corsa: al telefono c’è Monica, che bella sorpresa! Peccato che non ci sia anche lei, mascotte ufficiale della Running Evolution e prima “fondatrice” dei blogtrotters…

Poco dopo Sandro, Tarcisio ed io abbiamo salutato le rispettive signore e ci siamo sistemati in zona partenza con Jenny e Gino, e alle 23 precise è stato dato il via. Considerato il numero di podisti (non ho il dato esatto dei partenti, ma con circa 3600 iscritti e 2661 arrivati, ci saremo assestati probabilmente poco sotto i tremila) la partenza è stata più che ordinata.

Nel primo km, ovviamente tranquillo, Tarcisio è comunque partito ad un ritmo sostenuto, io e Sandro abbiamo affiancato per un centinaio di metri Ezio e altri della Running Evolution, per poi allungare, mentre Gino e Jenny hanno fatto la gara insieme ad un ritmo un pochino più lento. Dopo circa 5 km siamo entrati in Villa Borghese: primo ristoro e – per me – pit stop “tecnico”, dopo il quale ci ho messo un paio di km per recuperare il terreno perduto da Sandro, col quale ho percorso i km prima del ristoro successivo.

All’uscita da Villa Borghese ho iniziato a sentire il caldo e la forte umidità: al ristoro del decimo km l’acqua fresca della mezza bottiglietta che mi sono versato in testa si è messa a “bollire” già all’altezza della schiena. Un po’ spaventato, ho preso un’altra bottiglietta intera e ho approfittato di un paio di fontanelle lungo il percorso per rinfrescarmi. Dal km 13 circa l’umidità era veramente tanta, e la stanchezza pure, ma le gambe tenevano bene e ho potuto continuare più o meno alla stessa velocità, intervallando ogni 7-800 metri qualche tratto di cammino ad un ritmo sostenuto. Dopo il terzo ed ultimo ristoro, posizionato al km 17, la voglia di portare a termine la fatica ha preso il sopravvento, le pause si sono “diradate” e ho pure chiuso in progressione: l’ingresso allo stadio e il traguardo in pista sono stati suggestivi.

Il tempo ufficiale dice 1:54’25″ (real-time 1:54′ netti): non avevo particolari obiettivi di tempo (anche se non mi sarebbe dispiaciuto correre sotto i 5′ al km), ma visto il percorso ondulato e soprattutto le condizioni proibitive, sono contento di aver portato a termine la gara. Dopo l’arrivo mi sono scolato un gatorade e mezzo litro d’acqua e dopo il giro dello stadio ho raggiunto Chiara, Cecilia, Luisa e – come previsto – Tarcisio, a cui toccherà pagare da bere. Alessandro, che pensavo arrivato da un bel po’, è giunto al traguardo tre minuti circa dopo di me, visibilmente provato.

Al gazebo della Running Evolution abbiamo salutato Giampiero, sempre iperattivo, e gli altri bloggers: Ezio, Daniele, uscuru, Giancarlo e Marione. Dopo aver visto l’arrivo mano nella mano di Gino e Jenny, ci siamo portati verso il bus navetta che ci ha riportati alla stazione Termini, dalla quale – ormai praticamente addormentati – siamo rientrati alla pensione, ben dopo le tre, per una doccia e un sonno ristoratori. Sonno che è purtroppo stato breve: sveglia alle 7.30, preparativi per la partenza, e via verso la basilica di San Pietro, dove dopo colazione abbiamo assisito alla messa con la presenza importante del patriarca di Costantinopoli. Dopo la benedizione abbiamo raggiunto Tarcisio e Luisa da Ciro, e solo dopo pranzo ci siamo accorti del ritardo che avevamo accumulato. In meno di due ore siamo comunque riusciti a: prendere la metro, passare alla pensione a recuperare i bagagli, riprendere la metro fino ad Anagnina, raggiungere Ciampino con due taxi, convincere l’addetta al check-in ad accettare tre passeggeri (Tarcisio e Luisa avevano fatto il check-in online) a meno di mezz’ora dalla partenza del volo. A quel punto, in coda per l’imbarco, la stanchezza si è fatta sentire di colpo, tanto che ho praticamente dormito per tutto il volo.

Nel complesso, il weekend è stato indimenticabile: per la compagnia, per la città, per il breve incontro con i blogtrotters. D’altro canto la gara, resa quasi “epica” dalle condizioni proibitive, è stata bella ma per me non rientra in quelle assolutamente da ripetere: per l’anno prossimo credo proprio che nel weekend della (eventuale?) edizione 1 della Romamezzamaratona saremo tutti al mare con Ezio! ;)

Infine, ecco il percorso della gara:

MotionBased

Dai rilevamenti a cui fa riferimento il sito MotionBased, pare che durante la gara la temperatura sia stata tra i 24 e i 26 °C (neanche male, siamo poi in estate…), ma l’umidità era tra il 74 e l’83 per cento!

giu
09
2008
2

Jesolo Night Marathon 2008

Il primo weekend al mare di questo 2008 inizia sabato alle 7.30: incontro il mio collega Mariano alla Girandola, portiamo la sua auto a casa mia e partiamo sotto la pioggia alla volta di Jesolo. Lungo la strada qualche acquazzone, ma a Jesolo il sole c’è: il tempo di sistemarci in hotel, un bagno in mare e, dopo pranzo, l’incontro al pasta party con un paio di blogtrotters: Franca, accompagnata dal marito Stefano, e Alberto Zanin che non si lascia sfuggire il pronostico sul tempo della sua prima mezza maratona (nota bene: esordisce sulla mezza distanza DOPO la sua prima maratona!). Io gli butto lì un 1:30′, ma Alberto abbozza e non dice né sì né no…

Al pasta party ci sono anche Andrea Maggini, organizzatore della Pisa Marathon, e William Govi, un simpaticissimo plurimaratoneta di cui leggeremo su Correre di agosto: con la Night Marathon di Jesolo ha concluso la sua 685ma maratona! Incredibile… ma vero!

Non riusciamo purtroppo ad incontrare Claudio, che sento al telefono ma è ancora in albergo, mentre Franca deve spostare l’auto dalla zona che chiuderanno in vista della gara: ci diamo quindi appuntamento in zona partenza.

Per me il tempo di una dormitina in spiaggia (all’ombra, visto che il sole se n’è andato) e poi in hotel per i preparativi. La navetta ci porta a Cavallino, dove incontro Jenny, Gino e una coppia di Brescia. Cerco i blogtrotters, percorrendo più volte il viale della partenza, ma riesco solo ad incontrare albertozan e faccio la conoscenza di Andrea Rigo: ad una settimana dal sesto posto del Passatore corre una maratona (di “defaticamento”? Non credo, visto che è arrivato terzo assoluto!).

Incontro Ermes, un compaesano che si cimenta per la prima volta in mezza maratona, e con un paio di minuti di anticipo sul previsto partiamo: sfrutto il primo km per districarmi tra i molti podisti (compreso Claudio, di cui faccio la conoscenza “in corsa”) e fare il primo pit-stop, dovuto forse alla troppa acqua bevuta in attesa della partenza, dopodiché mi assesto sui 5’20″-5’25″ al km, imponendomi di non andare più forte per conservare le energie. L’umidità dei primi km, complice forse anche la laguna, lascia spazio ad un clima più fresco man mano che si rientra verso Jesolo Lido. Al primo ristoro l’acqua è finita, ma fortunatamente ci sono sali per tutti, e proseguo tranquillo, superando di tanto in tanto qualche gruppetto di podisti, facendo però attenzione a non accelerare.

Allo spugnaggio del km 12,5 rischio di combinare un casino: intruppato in un gruppo di podisti, immergo la mano con una spugna in una delle vaschette sui tavoli, ma devo fare attenzione a non inciampare e disgraziatamente faccio cadere la vaschetta. Per fortuna non capita nulla, se qualcuno si fosse fatto male avrei voluto scomparire!!!

Poco dopo il quindicesimo km vedo in lontananza una canottiera conosciuta: ma è quella della Running Evolution! Affianco l’unico arancione della gara: è James, col quale percorro alcuni km chiacchierando di Roma e dintorni. Il passaggio a Jesolo Lido è molto bello fino alla deviazione per la mezza, dopodiché ci troviamo a contare sulle dita di una mano i podisti in vista… e il buio contribuisce a rendere la seconda parte molto più pesante psicologicamente della prima. Continuo a mantenere un ritmo costante, anche se dal km 24 al 26 accuso un po’ di stanchezza, che passa subito dopo ma che si ripresenta, puntualissima, poco dopo il trentesimo km. Non appena comincio a pensare che sono oltre il “muro” psicologico dei trenta, sento tutta la fatica e devo concedermi un breve tratto al passo.

Riprendo a correre dopo circa 200 metri, ma purtroppo non riesco più a concludere un km intero di corsa, mi sento svuotato e senza molte energie. Cerco un po’ di fiducia pensando al fatto che non ho nessun dolore né affaticamento alle gambe, sento che muscolarmente ci sono ma mi sembra di non riuscire a spingere, e infatti faccio parecchia fatica.

Il lungo rettilineo di via Bafile sembra interminabile, la gente saluta e incoraggia ma è davvero dura, mancano i riferimenti degli ultimi due km ma credo di essere riuscito a fare l’ultimo km di corsa. Riesco a salutare Mariano e concludo in 4:06’36″ (realtime 4:05’07″), piuttosto stanco ma felice di aver portato a termine una maratona “atipica” come quella in notturna di Jesolo. Correre di sera non mi è sembrato affatto male: ho letto commenti discordanti, ma personalmente ho preferito il fresco della seconda parte all’umidità dei primi km, e non ho sofferto particolarmente il buio (anche perchè stavo già soffrendo per qualcos’altro…)

Nonostante l’arrivo oltre le 4 ore, girando in zona arrivo con Mariano ho incrociato e salutato il vincitore (Philimon Kipkering Metto), che mi dicono si sia letteralmente fermato dopo il km 25 ad aspettare chi lo seguiva per terminare poi la maratona “in compagnia”. Di Kipkering ho un ricordo indelebile, avendolo visto vincere la maratona di Verona dello scorso 30 settembre… una sola settimana dopo aver vinto la Lake Garda Marathon!

Non sono purtroppo riuscito a vedere nessun blogtrotter, e siamo rientrati in hotel.

La domenica l’ho passata praticamente tutta in spiaggia, nonostante il sole non si sia fatto vedere se non nel pomeriggio: l’indolenzimento alle gambe è passato quasi del tutto dopo un massaggio da parte di una simpaticissima cinese e una bella nuotata. Dopo il pranzo (a base di paella) ci siamo goduti qualche ora di sole “vero”, cosa che perlomeno a Brescia non capita da tre settimane… e infatti al rientro a casa ci ha accolto la ormai abituale pioggerella.

Che dire? Un gran bel fine settimana, tutto sommato, e una manifestazione che – a detta di molti – ha migliorato di molto l’organizzazione piuttosto scadente dell’anno scorso. Il primo (per me) incontro tra blogtrotters è stato un timido tentativo di cominciare a fare gruppo alle varie gare. Come mi diceva poco fa a Giampiero, in poco più di un mese dal “lancio” dell’iniziativa siamo già a buon punto, in vista del raduno di settembre che sarà senz’altro spettacolare.

Nelle prossime settimane preparerò la mezza maratona di Roma (il 28 giugno, in notturna), poi un po’ di riposo e da dopo le vacanze… obiettivo Dublino!!!

apr
28
2008
8

Maratona di Sant’Antonio 2008

Il mio weekend padovano comincia sabato mattina, subito dopo l’arrivo in treno, con la conferenza stampa al caffè Pedrocchi, dove si riuniscono, oltre alla stampa ed ai top runners, alcuni campioni italiani (Vincenza Sicari, Ottavio Andriani) che siedono al tavolo accanto al mio e che sono tutto tranne delle stelle: sembra di essere ad una qualsiasi riunione tra “malati di corsa” come tutti noi.

Dopo la conferenza stampa raggiungo l’hotel, proprio di fianco alla basilica di Sant’Antonio, pranzo e mi dirigo all’Expo, al centro di Prato della Valle: un tantino “scarno”, ma l’organizzazione mi pare ottima. Ritiro in quattro e quattr’otto il pacco gara, mi informo sulle maratone dell’autunno – impossibile farle tutte, anche se sono una più bella dell’altra – torno in hotel per lasciare il tutto e faccio quattro passi per Padova, città vivibilissima e già piena di gente, soprattutto maratoneti con famiglie al seguito e pellegrini in zona Sant’Antonio.

Verso le 16 sono di nuovo all’Expo, dove incontro Monica con i suoi genitori e Giovanni che, con famiglia al seguito, ci deve salutare e ci dà appuntamento per l’indomani. Incontriamo Giampy, Ezio e alcuni amici romani con i quali passiamo il resto del pomeriggio. Monica viene ufficialmente investita del titolo di membro onorario del team “Running Evolution” e passiamo il resto della giornata tutti insieme. All’Expo riesco ad incontrare anche Gino e Antonio, con Jenny e Alessandra che faranno le pacer delle 4:45′. Prima di cena ci raggiungono Fabio (all’esordio in maratona), Nicoletta e altri amici del team Running Evolution.

In pizzeria siamo in una ventina e passiamo una bella serata, poi a nanna presto in vista della maratona!

Dopo aver preparato lo zainetto per l’indomani, la notte passa tranquillissima e mi alzo con la prima delle tre/quattro sveglie puntate a cinque minuti di distanza l’una dall’altra. Colazione alle 6 in punto e poi raggiungo a piedi la stazione, dove incontro Monica e incrociamo Giovanni. Il cielo è limpido – si preannuncia una giornata piuttosto calda – ma fortunatamente a Vedelago alcune nuvole ci riparano dal sole, già caldo. Incrociamo Nicoletta, che ha accompagnato Fabio e che sta per tornare a Padova, e Antonio, pacer delle tre ore. Io riesco a trovare Fabio, col quale raggiungo la partenza. Ci raggiunge anche Monica, ci salutiamo e alle nove precise il via!

Raggiungo con calma i pacer delle 3:45′, seguiti da un bel gruppone, e li supero per avere un po’ più di spazio e per riuscire a prendere un ritmo regolare. Non guardo il cronometro se non dopo 3 km, e mi accorgo che sto andando piuttosto spedito: 5’01″ di media, considerando anche il primo km “intruppato” è veramente troppo veloce (secondo km in 4’41″!). Rallento leggermente e mi affiancano due podisti bergamaschi, con i quali scambio quattro chiacchiere. Il più giovane dei due prende un bel ritmo e io resto con Ivan, chiacchierando ad un’andatura che non controllo, ma che mi sembra tranquilla. L’unico pensiero è di non arrivare in vista dei pacer delle 3:30′, per evitare di esagerare, ma passiamo comunque ai 10 km in 50’37″, un po’ troppo veloce rispetto a quanto mi ero prefissato.

Nei successivi due km seguo ancora Ivan, poi lo saluto e contengo ancora un pochino il ritmo. Tutto tranquillo fino al pit-stop “tecnico” al km 17, riprendo a correre senza affanno e tutto pare procedere bene. Verso il km 19 sento che qualcosa non va, ma non riesco ad identificare il “problema” e mi limito ad una pausa di un minuto circa al passo in corrispondenza del ristoro al km 20. Riprendo e passo alla mezza in 1:49’50″, in linea – ora sì – con quanto speravo, ma la sensazione di malessere continua. Mi supera Giovanni, col quale scambio quattro chiacchiere, poi dal km 25 al 32 è veramente dura, nonostante la compagnia di un altro bergamasco in crisi come me: devo camminare per un minuto circa ogni km, comincio a soffrire un pochino il caldo e sento di nuovo un doloretto al piede destro, lo stesso che mi aveva dato problemi a Treviso. Attorno al trentesimo km (passaggio in 2:43’24″) vedo Ezio, anche lui in difficoltà.

Poco dopo mi riprendo, procedendo ad un passo un po’ più lento ma costante. Provo ad aumentare leggermente il ritmo ma sento “in lontananza” un’avvisaglia di crampi al polpaccio destro: approfitto della tenda massaggi al km 35 (tre minuti di massaggio energico che mi rimettono praticamente a nuovo!) e riparto con un po’ più di regolarità, affiancando per un buon tratto Ivan, anche lui “saltato”.

Dall’ingresso a Padova in poi riesco a correre quasi con continuità, e chiudo con una leggera progressione negli ultimi due km: tempo finale 4:04’13″ (realtime 4:03’11″). A parte il rammarico per essere “saltato” e per il dolore al piede, sono contento di aver corso a Padova, il percorso è molto scorrevole e nei diversi paesi incontrati il supporto della gente è magnifico. Sarà senz’altro una maratona da ripetere l’anno prossimo!

In zona arrivo mi raggiungono Ezio e Ivan, incontro Gino, poi arrivano Jenny e Alessandra (missione compiuta, hanno portato il gruppone delle 4:45′ a destinazione in perfetto orario) e riesco a sentire Fabio solo per telefono, è riuscito a tenere un ritmo costante per tutta la gara ed ha chiuso in 3:14’18″ (realtime 3:13’17″): complimenti!

Dopo il pasta party – dove ci raggiungono Flo, Paolo e altri bloggers – con Giampy, Monica e la sua famiglia, ci rilassiamo un po’ nel prato e torniamo all’hotel. Una doccia bollente e un pisolino mi rimettono definitivamente in sesto, tanto che prima di cena esco a fare due passi per evitare di ritrovarmi le gambe come il giorno dopo Treviso. Per cena torniamo al ristorante “Al Santo”, dove ci raggiungono i genitori di Monica, e andiamo tutti insieme al concerto in Prato della Valle. Giampy riesce a pogare anche quando canta “lo zar”… non ho parole! A fine serata ci salutiamo e ci diamo appuntamento alla prossima “riunione” dei blogger, probabilmente in occasione di una gara corta (una 10km o una mezza), in modo da goderci ancor di più il weekend.

Dal weekend padovano (patavino?) mi resta un pizzico di delusione per aver interpretato male la gara, partendo senz’altro troppo allegro: gli allenamenti c’erano – testimone il fatto che oggi cammino come un essere umano – e che la crisi, arrivata un po’ prima del previsto, è passata. Per il resto, un ottimo weekend, e tanta voglia di fare un’altra maratona.

mar
31
2008
0

Treviso Marathon 2008 – Domenica

La notte passa molto tranquilla, mi alzo dopo la seconda delle tre sveglie e do un’ultima passata al contenuto della borsa… c’è tutto. La gentilissima sig.ra Rina mi chiama per la colazione che, con i “colleghi” bresciani, avevamo fissato per le 6.30: a colazione conosco un gruppo di milanesi ospiti dello stesso B&B che partiranno da Vidor. Torno in camera per recuperare la borsa, scendo e… il sig. Antonio è lì in auto che ci aspetta, dicendo che “sta uscendo, e se vogliamo ci accompagna volentieri”… non abbiamo parole, è gentilissimo! Approfittiamo del passaggio inatteso e raggiungiamo Prato Fiera, dove ci salutiamo e saliamo sui rispettivi pullman.
(continua…)

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mar
31
2008
0

Treviso Marathon 2008 – Sabato

Eccomi a commentare un po’ più estesamente il weekend di Treviso.
Appena arrivato alla stazione, prendo l’autobus n° 7 (come consigliato dal gestore del bed and breakfast) e raggiungo la fermata dello Stadio Tenni, sede dell’Expo.
In un attimo raggiungo l’accogliente B&B del sig. Antonio e della sig.ra Rina, a meno di 500 metri dallo stadio, lascio il bagaglio e mi reco all’Expo a ritirare il pettorale. L’organizzazione stampa rapidamente la lettera di conferma che – come diversi altri iscritti – non avevo ricevuto. Ritiro pettorale e pacco gara e mi trovo già a fare la prima spesa, per una bella canottiera tecnica tricolore commemorativa dell’evento: 90 anni dopo la battaglia sul Piave, i tre percorsi toccheranno i luoghi più suggestivi della prima guerra mondiale, per poi riunirsi poco dopo il “traguardo” della mezza, passare il Piave a Ponte della Priula e proseguire per Treviso.
(continua…)

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