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2009
Maratona di Roma 2009 – Classifica
Grazie al sito Podisti.net, ecco la classifica completa (in formato Excel) della maratona di Roma 2009.
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2009
Maratona di Roma
Eccomi finalmente a scrivere del bellissimo weekend e della bruttissima gara di Roma.
Tutto inizia sabato mattina prima delle sei: passo a prendere Angelo e raggiungiamo Sandro a casa sua, il tempo per un saluto a Cecilia e via per l’aeroporto di Orio, gentilmente accompagnati da Roberto. Ad Orio qualche disguido tecnico (chi si dimentica di fare il check-in online, chi lascia coscientemente a casa la carta d’identità…) non ci ferma e partiamo in perfetto orario. In volo riusciamo a fare la “visita parenti”, andando a salutare il resto del gruppo dei “castegnatesi”: Massimo, Guido e Beppe con Chiara.
Arrivati a Ciampino, ci accoglie un vento forte e freddo. Sentiamo Fabio, che è già a Roma con la famiglia dal venerdì, e raggiungiamo ciascuno il proprio alloggio, accordandoci per il ritrovo al centro maratona per il ritiro pettorali.
Al centro maratona ci sorbiamo una coda chilometrica, che però si esaurisce rapidamente, e ritiriamo ciascuno il proprio pettorale e il pacco gara, dopodiché raggiungiamo Trastevere per un primo assaggio dell’ottima cucina romana. Dopo pranzo, pomeriggio “libero” per tutti: per me e Sandro un pisolino ristoratore prima di raggiungere di nuovo il centro maratona per il Blogpoint pre-cena. Al nostro arrivo ci sono ancora diversi blogtrotters, compreso Orlando Pizzolato che sarà dei nostri anche a cena.
Insieme ai blogtrotters ci portiamo al ristorante prenotato dall’ottimo Giancarlo, in breve tempo arrivano tutti quanti e passiamo una bella serata in compagnia, scherzando e cercando di entrare in clima gara senza drammatizzare troppo l’evento, per alcuni (Sandro, Angelo e Fabio) l’esordio sulla distanza. Tra i consigli più gettonati, quello di correre in mezzo al gruppone nel lungo tratto (dal km 6 al 22 circa) verso nord, che si correrà molto probabilmente controvento. Dopo cena (un buon carico di carboidrati), a nanna presto: una bella dormita è quello che ci vuole per affrontare bene la fatica della maratona.
Il risveglio è tranquillo: è arrivato il grande giorno! Dopo aver deciso definitivamente l’abbigliamento (solo la canottiera, visto che in cielo non c’è una sola nuvola), una rapida occhiata di conferma al contenuto dello zaino, preparato meticolosamente il pomeriggio precedente, e alle sette troviamo puntualissimo Fabio, col quale raggiungiamo via di San Gregorio e gli amici di Castegnato e dintorni, tutti pronti per la maratona. Qualche foto, le ultime raccomandazioni e, dopo aver depositato ciascuno il suo zaino, ci dividiamo in base alle griglie di partenza: settore C per Massimo, Guido e Beppe, settore D per gli “esordienti” Sandro, Angelo e Fabio e per me, che essendomi iscritto senza specificare il tempo (aspettavo l’esito di Firenze per poter indicare un tempo sotto le quattro ore, ma non è poi stato possibile rettificarlo).
L’intenzione iniziale, condivisa da tutti, era di cercare di correre – folla permettendo – tra i 5′30″ e i 5′20″ al km, senza sprecare preziose energie nel sorpassare l’inevitabile “muro” di podisti più lenti e cercando di mantenerci vicini il più a lungo possibile. Già in prossimità del primo ristoro, l’unico “saltato” (come da programma), la necessità di un pit-stop tecnico da parte mia (di certo non ho rischiato di partire poco idratato…) e di Fabio (stringhe un po’ troppo strette) ci fanno dividere: propongo un km più allegro a Fabio, per poi fermarci lo stretto indispensabile e ritrovarci con Sandro e Angelo al cartello del km 6. Purtroppo, il vantaggio accumulato è troppo poco e i due ci sorpassano senza che riusciamo ad avvisarli e, nonostante il diradarsi della folla permetta un passo più agevole, non riusciamo a raggiungerli e preferiamo continuare con un’andatura controllata.
Ogni 5 km passo mentalmente in rassegna piedi, gambe, cosce e fiato: tutto procede molto bene, solo un leggero e diffuso fastidio al torace (lo stesso provato a Dublino, in una giornata con lo stesso vento freddo di Roma) che mi permette comunque di correre rilassato chiacchierando agevolmente con Fabio. L’andatura si porta progressivamente alla velocità di crociera: dopo il 29′49″ dei primi 5 km, 27′48″ nei secondi 5 e 27′27″ il parziale fino ai 15 km.
Qualche km più tardi e inizio a sentire che qualcosa non sta andando nel verso giusto: l’anca destra inizia a “pizzicare” prima ogni tanto, poi con sempre maggiore frequenza. Cerco di prestare attenzione alla tecnica di corsa, rilassandomi il più possibile ed evitando impatti bruschi con il fondo stradale, a tratti leggermente sconnesso.
Il passaggio alla mezza è un po’ oltre le previsioni (1:58′14″ il realtime), ma la media dell’ultimo tratto si assesta sui 5′26″ al km: mantenendosi costantemente sotto i 5′25″ al km fino alla fine (cosa più volte provata nei lunghi di allenamento) ci sarebbe un ottimo margine per scendere tranquillamente sotto le quattro ore per tutti (i realtime sono tutti tra l’1:55′37″ di Angelo e l’1:59′19″ di Beppe).
Peccato però che al dolore sempre più intenso all’anca si sia aggiunto da poco prima della mezza quello alla caviglia, un senso di intorpidimento generale alla gamba destra e un senso di sconforto generale: con tanti km ancora da percorrere, possibile che escano tutti questi dolori proprio oggi, durante la maratona, corsa tra l’altro a medie paragonabili, se non più lente, dei lunghissimi già provati e (tutti tranne uno) riusciti?
Al km 22 vedo Fabio guadagnare qualche metro, lo riprendo e gli dico di proseguire tranquillamente da solo, non ho intenzione di rallentarlo anche perchè credo ormai che l’unica strada sia il ritiro. Il “muro” non è nelle gambe, ancora fresche, ma si è trasferito in pianta stabile nella testa e da lì è difficilissimo smuoverlo: poco dopo inizio l’interminabile sequenza di tratti al passo, durante i quali i doloretti vari si fanno più sopportabili, e di corsa, con piccoli obiettivi come raggiungere il prossimo cartello chilometrico, cosa che non mi riesce nemmeno e che mi fa pensare sul serio al ritiro. La fase più difficile è fino al km 33, dopo il quale si torna definitivamente in centro. A questo punto incontro Massimo, un amico di Brescia, corro fino al ristoro del km 35 con lui e realizzo che, anche a costo di camminare fino alla fine, arriverò al traguardo di via dei Fori Imperiali.
A questo punto cerco solo di mantenere una corsa rilassata finchè posso, concedendomi dei tratti al passo quando il dolore all’anca o alla caviglia si fa più insistente. Un altro “aiutino” mi viene da Ezio, che sta accompagnando un amico nell’ultimo tratto della maratona, e chiudo l’ultimo km tutto di corsa. Il tempo finale è di 4:28′17″ (realtime 4:23′58″), di gran lunga il mio “personal worst”, ottenuto nella gara che – in quanto a percorso – poteva essere la migliore. La delusione è tanta, ma la voglia di riscatto pure: spero di metabolizzare, soprattutto a livello di testa, questa gara sfortunata nel corso delle cinque settimane che restano prima di Padova, il prossimo obiettivo.
Dopo l’arrivo, fortunatamente, ho potuto festeggiare la prima maratona conclusa benissimo per Sandro (3:55′28″), Angelo (3′59′48″) e Fabio (4:02′19″), e la seconda (credo) per Massimo (4:10′50″), Beppe (con un probabile 4:10′51″) e Guido (4:22′05″).
Dopo una doccia e un po’ di relax, i festeggiamenti sono proseguiti in una trattoria di Trastevere dove, bella sorpresa, ci hanno raggiunto i blogtrotters Giampiero, Mathias e Frate Tack con un paio di amiche e coi quali abbiamo passato una serata piacevole, raccogliendo le emozioni e le sensazioni di ciascuno. Per tutti è stata una maratona organizzata splendidamente e con un percorso che non ha pari probabilmente al mondo.
Dopo cena, la comprensibile stanchezza non ha fatto protrarre i festeggiamenti, se non con una sana dormita e, all’indomani, una visitina con Sandro alla basilica di san Pietro prima di tornare a casa nel primo pomeriggio, appendere la settima medaglia e riprendere con gli impegni quotidiani.
Al di là della forte delusione per la gara in sé, ho portato a casa da Roma un’esperienza unica in una città magica, che non visitavo da anni prima di andarci tre volte in meno di un anno in occasione di tre gare (la mezza in notturna, la 10 km di Colonna e la maratona). Il Blogpoint del sabato pomeriggio e soprattutto la cena hanno consolidato il gran bel movimento dei blogtrotters, nato da meno di un anno ma già capace di riunire a cena mezzo centinaio di persone, dall’amatore ultracinquantenne esordiente in maratona ad un campione mondiale in carica della 100 km, ad un due volte vincitore della maratona di New York, tutti accomunati semplicemente dalla passione per la corsa e da un blog personale nel quale scrivere e condividere della propria passione.
24
2009
Zero…
… come la voglia di scrivere della gara, ma il bel weekend passato a Roma merita di essere raccontato: spero di trovare entro domani il tempo e la voglia di scrivere di entrambe le cose. Per ora l’aver ripreso a pieno ritmo gli impegni extra-lavorativi (già ieri pomeriggio, subito dopo il rientro da Roma) e con il lavoro (oggi) dà una mano a pensare ad altro.
Intanto, complimenti a tutti gli amici (Massimo, Beppe, Guido e tutti i blogtrotters) e soprattutto ai neo-maratoneti Alessandro, Angelo e Fabio!
20
2009
In bocca… alla lupa!
Se è vero che uno degli aspetti più importanti dello scarico è quello di far aumentare la voglia di correre, e quindi di aiutare psicologicamente ad affrontare una gara lunga, a Roma sarò carico come una molla: saltata l’uscita di ieri mattina per recuperare completamente dalla febbre del pomeriggio-sera di martedì, stamattina non ho sentito per nulla la sveglia e ho continuato tranquillamente a dormire.
Purtroppo non riuscirò ad uscire nemmeno nel tardo pomeriggio, per una serie di impegni già presi, e neppure domattina, al micro-blogpoint organizzato da Gian Carlo a Villa Pamphili mezz’ora dopo il nostro arrivo a Ciampino. Poco male, comunque, l’importante è aver riposato, l’allenamento è stato fatto e adesso è ora di pensare solo a correre.
In bocca al lupo (o meglio, alla Lupa) a tutti i quasi 15.000 iscritti alla maratona di Roma, ai tantissimi blogtrotters e specialmente alla compagnia delle 5:58: Angelo, Fabio e Massimo, coi quali ho il piacere di condividere levatacce e allenamenti da quasi un anno.
02
2009
Maratona di Piacenza e StraPiacenza Half Marathon – Classifiche ufficiali
Ecco le classifiche ufficiali delle due gare di ieri (maratona e mezza maratona) a Piacenza:
Classifica ufficiale Maratona di Piacenza 2009
Classifica ufficiale StraPiacenza Half Marathon
e la classifica degli iscritti alla Libertas Castegnato:
| Cognome | Nome | Cat. | Tempo | RealTime |
|---|---|---|---|---|
| CARLESCHI | PIETRO BENEDETTO | MM40 | 01:31:51 | 01:30:26 |
| MARCHINA | ANGELO | MM45 | 01:40:06 | 01:38:38 |
| TURELLI | ALBERTO | MM35 | 01:44:01 | 01:42:33 |
| PEDRETTI | LIVIANA | MF35 | 01:55:17 | 01:53:49 |
| COTTELLI | CARLO | MM50 | 02:05:21 | 02:03:51 |
| BIANCHETTI | MIRCA | MF40 | 02:05:35 | 02:04:08 |
09
2009
Maratonina di Giulietta e Romeo – Classifiche ufficiali
Ecco la classifica ufficiale della Verona marathon e della maratonina di Giulietta e Romeo (vinta da Stefano Baldini):
04
2008
Obiettivo Roma 2009 – Programma gare
Qualche settimana fa ho deciso di preparare la maratona di Roma del 22 marzo prossimo seguendo un’interessante tabella proposta da Luca Speciani. Ho suggerito la stessa tabella, modulabile (e ri-modulabile, se necessario) in base al ritmo gara previsto, anche ad Alessandro e Fabio C., che a Roma correranno la loro prima maratona. La mia intenzione è quella di “agganciare” la tabella (Fabio e Alessandro hanno già iniziato a seguirla) dal prossimo 15 dicembre.
Dando uno sguardo ai lavori previsti per le domeniche, ho individuato due mezze maratone che entrano esattamente nel programma: la prima è la Montefortiana, una mezza su un percorso collinare (una lunga salita e poi una lunga discesa) a Monteforte d’Alpone (VR) che si correrà il 18 gennaio, esattamente alla fine di una settimana di scarico (l’ideale per arrivare freschi alla gara), e la mezza maratona di Verona, che si correrà l’8 febbraio in contemporanea con la maratona.
01
2008
Maratona di Firenze
Prima che i dettagli del bel weekend fiorentino si perdano tra gli impegni quotidiani, provo a raccontare i due giorni intensi e più che soddisfacenti passati a Firenze.
Prima di tutto, i giorni sono stati due e non quattro come inizialmente pensavo: ho passato il giovedì e il venerdì in ospedale con Chiara (per alcuni esami e una piccola operazione), che nel weekend è rimasta a casa a riposare. Il weekend lungo nella città del giglio è solo rimandato: tra una decina di giorni, senza l’impegno di una maratona, ci godremo ancora meglio Firenze.
Sabato 29
Il viaggio in treno (Eurostar diretto Brescia-Firenze) è stato rilassante e, non avendo impegni particolari prima di pranzo, non ho dato peso alla mezz’ora di ritardo… L’autobus ha raggiunto in fretta la zona centrale di Firenze, ma dopo 10 minuti di coda in cui l’autobus ha percorso un centinaio di metri, ho raggiunto a piedi – senza difficoltà – l’albergo, ho lasciato il bagaglio e mi sono diretto in piazza della Signoria per l’appuntamento delle 12 “sotto il David” con Ezio, Simonetta, alcuni blogtrotters (Gian Carlo, Brant, Master Runners, Marcaurelio, Er Moro) e gli “orange” della Running Evolution, presidentissimo in testa, coi quali abbiamo raggiunto l’ottimo ristorante segnalatoci da Francarun.
Dopo il pranzo (ottimo davvero, ma non proprio frugale…) sono ripassato in albergo per una doccia e un po’ di relax, prima di raggiungere l’expo (sempre a piedi) dove ho passato un paio d’ore divertenti con i blogtrotters (aspetto una foto per pubblicarla!) e ho conosciuto Orlando Pizzolato e la moglie Ilaria, davvero simpaticissimi. Prima di lasciare l’expo sono anche riuscito a vedere Tarcisio, che (non ci volevo credere…) aveva più o meno il mio stesso obiettivo cronometrico e col quale mi sono accordato per trovarci l’indomani alle 8.30 al centro di piazzale Michelangelo.
Sono tornato in albergo in auto, grazie a Daniele e Monica, e ci siamo dati appuntamento per la cena in una trattoria in viale Michelangelo, che pensavo di raggiungere a piedi. Mentre aspettavo in camera, preparando tutte le possibili combinazioni di vestiario per l’indomani, Gianluca (Master) mi chiama e mi avvisa che sarebbe passato a prendermi in piazza Indipendenza, giusto a 200 metri dal mio albergo… ottimo! Mi reco all’appuntamento, ci trovo Daniele e Monica e vengo a sapere che la cena (regolarmente prenotata…) è stata annullata! Peccato per Master, che ha chiamato per disdire tutto, ma per me è stata una pacchia… cenare a pochi metri dall’albergo mi ha permesso di essere a nanna per le 11! Il ritrovo per l’indomani è per le otto precise “sotto il David”.
Domenica 30
La prima sveglia suona alle 6: mi rendo conto che mi devo alzare, ma so di poter contare sulla seconda, puntata alle 6:15 (e su una terza, di emergenza, alle 7) e dormo ancora un po’. Un’occhiata al cielo (coperto e con serie minacce di pioggia) e decido di mettere la maglia traforata sotto la magliettina e la canottiera col pettorale. Per ogni evenienza, ho dei manicotti da ciclista e i guanti…
Dopo la colazione alle 7 con un gruppetto di maratoneti, piuttosto preoccupati per il tempo, mi preparo e raggiungo “il David” alle otto precise. Non c’è ancora nessuno dei blogtrotters: dopo una decina di minuti sento Daniele, che mi dice che è in arrivo con Monica, e che si trovano a trecento metri dal David. Aspetto un’altra decina di minuti prima di risentire Daniele e di scoprire che “il David” a cui si riferiva è quello di piazzale Michelangelo, mentre io sono ancora in piazza della Signoria!
Cerco di non agitarmi inutilmente e mi reco al deposito borse: il tempo di togliere la tuta e inizia a piovere in maniera piuttosto intensa… andiamo bene! Approfitto del sacco impermeabile fornito dall’organizzazione, lascio la borsa e prendo una delle numerose navette. All’apertura delle porte in piazzale Michelangelo la pioggia è più che insistente, ma almeno sono arrivato senza dover correre prima del dovuto! Peccato per non aver potuto fare foto con i blogtrotters, e nemmeno con i ragazzi di runningforum, ma in mezzo a tanta gente (meglio, a tanti sacchi tutti uguali) è praticamente impossibile trovarsi.
Con un colpo di fortuna vedo Tarcisio prima di entrare nelle gabbie, e riusciamo a posizionarci abbastanza avanti rispetto all’ingresso della gabbia (comunque, per il passaggio sul tappeto della partenza ci vorranno quasi quattro minuti!). Il tempo prima della partenza sembra non passare mai, e la pioggia è sempre più forte: decido che, se non avrò impicci, correrò con il sacco impermeabile finchè la pioggia non diminuirà.
La partenza è come sempre lenta, mi sforzo di non effettuare sorpassi azzardati e di tenere il più possibile un ritmo uniforme.
Purtroppo devo salutare Tarcisio: l’attesa sotto l’acqua e al freddo mi costringono ad un pit-stop “tecnico” dietro un cespuglio e continuo a non avere intenzione di rischiare una caviglia. Non ho intenzione di farmi assillare dal ritmo che sto tenendo: punto alle 3:50′, ma non voglio strafare e vorrei passare alla mezza intorno all’ora e 55. Il ritmo da tenere sarebbe quindi 5′27″: mi impongo comunque di tenere un’andatura comoda e di guardare il cronometro solo ai passaggi sui tappeti, ogni 5 km.
Fortunatamente, già nel terzo km la pioggia scende decisamente più leggera. Lascio la zavorra del sacco impermeabile poco prima di terminare la discesa da piazzale Michelangelo e durante il quarto km la pioggia smette del tutto, per poi riprende leggera e smettere definitivamente prima del ristoro del 5° km, che salto sorpassando un bel gruppo di maratoneti. Il passaggio al 5° km dice 27′51″ di realtime, ampiamente in linea con le previsioni (considerando il “traffico” dei primi km e il pit-stop).
In lontananza vedo dei palloncini: che siano quelli delle 3:45′? Rilasso ancora un po’ l’andatura, già prudente, ma i palloncini si avvicinano “inesorabilmente” e, per fortuna, mi rendo conto che sono quelli delle quattro ore. Li sorpasso, non senza un minimo di difficoltà visto il numero di podisti accodati ai pacer, poco prima del ristoro del 10° km, dove prendo un bicchiere d’acqua e proseguo. Il parziale è di 26′57″, leggermente più veloce del previsto, ma le sensazioni sono ottime e proseguo cauto.
Al ristoro del km 15 scelgo un bicchiere di sali, rallentando giusto per riuscire a bere e ripartendo sempre tranquillo. Il parziale al km 15 è di 27′42″, mi sento proprio bene e, nonostante il ritmo regolare, continuo a sorpassare gente. In zona stadio riconosco il punto esatto in cui l’anno scorso, all’esordio in maratona, mi sono fermato a camminare per la prima volta, pagando la partenza davvero troppo allegra e il “macigno” psicologico dei tanti, tantissimi km ancora da percorrere. Adesso invece mi sento come se potessi continuare a correre per tutta la giornata, ai ristori cammino qualche decina di metri giusto per bere senza pressioni e riparto con un ritmo regolare. Passo alla mezza in 1:55′04″ (neanche fossi Gian Carlo!) e rientriamo verso il centro città, prima della puntata al famigerato parco delle Cascine.
Ogni tanto do un’occhiata al cronometro, guardando solo il ritmo medio totale (che oscilla tra i 5′23″ e i 5′24″, ma il Garmin accumula regolarmente qualche decina di metri in più del percorso “ufficiale”). Di Tarcisio neppure l’ombra, ma visto il divario sulle distanze più corte, penso che abbia preso un ritmo sensibilmente più veloce del mio e spero di ritrovarlo al traguardo. Dopo il passaggio ai 25 km (in 2:16′55″) comincio a sentire la fatica, ma procedo cercando di stare il più rilassato possibile. Non voglio fermarmi se non al prossimo ristoro, e anche se la tentazione di inserire una pausa al passo anche allo spugnaggio del km 27,5 è forte, proseguo. Com’è arrivata, questa piccola crisi passa e (me ne sono reso conto solo guardando i parziali) infilo il parziale più veloce proprio qui: 26′45″ dal km 25 al 30.
Il parco delle Cascine è psicologicamente devastante, esattamente come me lo ricordavo l’anno scorso, però stavolta sono “nell’altro gruppo”: nonostante il ritmo un pochino più lento (28′53″ il parziale al km 35, compresa la pausa al passo che mi sono concesso al ristoro), sorpasso sempre più gente. Vedo comunque che riesco a tenere un ritmo regolare, e comincio a fare i primi conti: sono praticamente sicuro di riuscire ad abbattere il famigerato muro delle 4 ore, sono in largo anticipo e – almeno come real-time – sono più vicino alle 3:50′ che alle 4:00′. Anche questo pensiero contribuisce a farmi mantenere un’andatura abbastanza sciolta, anche se devo rallentare leggermente: ogni tentativo di aumentare la velocità si trasforma in un principio di crampi.
Cammino per una cinquantina di metri anche allo spugnaggio del km 37,5, e passo al km 40 in 3:41′47″. Il parziale (29′14″) è il peggiore, ma ormai è fatta e provo a correre alla massima velocità che mi permetta di non soffrire di crampi: riconosco Andrea, col quale corro qualche centinaio di metri prima di percorrere l’ultimo lungarno e rientrare verso piazza Santa Croce.
Chiudo la maratona in 3:57′27″ (real-time 3:53′49″), in condizioni fisiche accettabili e contentissimo di aver abbattuto il muro delle 4 ore proprio a Firenze, dopo un anno (e cinque maratone) dopo l’esordio sulla distanza.
Aspetto Andrea, che arriva poco dopo, e mi incammino verso il deposito borse. La “passeggiata” è interminabile, ma vedo parecchi amici (Ivana, Massimiliano, Fabio, Gian Carlo, Master Runners, Brant) e raggiungo il camion quando già sento parecchio freddo… però con dei vestiti asciutti va tutto molto meglio e, visto l’orario, riparto subito per l’albergo, dove riesco a fare una doccia prima di partire per la stazione.
Chiudo qui il racconto della domenica, il viaggio di ritorno è stato una mezza odissea (ritardi su ritardi, cambi di treno…) ma sono comunque arrivato sano e salvo a casa, felice di aver raccolto i frutti degli allenamenti iniziati a ferragosto e che, nonostante i pochissimi lunghi, mi hanno permesso di ottenere di nuovo un personale in maratona. Tra l’altro, abbassare il tempo ufficiale dell’anno scorso (4:02′30″) mi permetterà di iscrivermi gratuitamente alla maratona del 2009.
Concludo ringraziando tutti i blogtrotters, dal primo all’ultimo, chi ha corso – anche in bici, come Orlando – e chi no, chi c’era – anche solo all’expo, come Francarun – e chi no. Ringrazio e saluto anche Giampiero, che ci ha seguiti da casa e che presto sarà di nuovo con i “suoi” blogtrotters.
Appuntamento per tutti alla prossima foto dietro lo striscione dei blogtrotters: adesso ne ho uno anche per noi che corriamo spesso al nord, spero di “inaugurarlo” presto!
01
2008
Maratona di Firenze – Classifica ufficiale
Ecco qui la classifica ufficiale della XXV Firenze Marathon:

