feb
09
2009
3

Maratonina di Giulietta e Romeo (2)

Il weekend veronese inizia alle 13 di sabato: arrivo a casa di Alessandro con la canonica decina di minuti di ritardo, il tempo di un caffè e via col simpaticissimo Piero verso Verona per il ritiro dei pettorali (una quindicina in tutto). Un’altra decina di minuti di ritardo dovuti ad una coda in autostrada per incidente, e arriviamo all’appuntamento con gli amici di runningforum.it: Fatdaddy e Rob, esordienti sulla distanza, e Xiaowei, alla terza maratona.

bibe, ROB, Piero, fatdaddy, zartax, Xiaowei

bibe, ROB, Piero, fatdaddy, zartax, Xiaowei

Il tempo di ritirare i pettorali (ottima l’organizzazione col supporto dei militari) e quattro chiacchiere, poi ognuno torna alle proprie auto mentre Sandro, Piero ed io ci facciamo un giretto tranquillo degli stand, in attesa della premiazione dell’Half Marathon Tour 2008. Trovato lo stand che distribuisce il “gadget” (una bella maglia tecnica) per chi ha completato tutte le cinque prove del circuito, ritiriamo il nostro piccolo premio e rientriamo a casa.

Domenica mattina all’appuntamento delle 7 siamo in sette iscritti alla Libertas Castegnato (Fabio, Angelo, Pietro, Massimo, Guido, Beppe ed io), più Dario e Mimmo “esterni”: visti gli impegni – è possibile che Pietro, tosse permettendo, faccia tutta la maratona – decidiamo di partire con tre auto e raggiungiamo velocemente la fiera di Verona per le ultime operazioni prima della partenza, prevista per le 9:30. Io mi sento piuttosto bene, non sarà giornata da personale ma sono abbastanza carico: considerando la settimana di inattività e gli ultimi strascichi dell’influenza (la fatica di ieri mattina era troppa rispetto al ritmo blando dell’uscita), sarei felice di chiudere sotto l’ora e 45.

Sistemato lo striscione dei blogtrotters, in cinque minuti compaiono tutti (gio63, Sandro, Fatdaddy, i fratelli Pretto e – da runningforum – Rob e consorte, Xiaowei, Ingpeo e Zio Baga) e il marito di Rob ci scatta qualche foto.

gio63, Xiaowei, Ingpeo, zartax, bibe, Zio Baga, Fatdaddy, ROB

gio63, Xiaowei, Ingpeo, zartax, bibe, Zio Baga, Fatdaddy, ROB

gio63, nick.12, Frate Tack, zartax/Ale, Fatdaddy, ROB, bibe

gio63, nick.12, Frate Tack, zartax/Ale, Fatdaddy, ROB, bibe

Raggiungo i “colleghi” della Libertas Castegnato ma il tempo corre, e non c’è spazio per una foto: consegnamo le borse e ci portiamo in zona partenza per un po’ di riscaldamento. In coda per lo start conosciamo Dino, che gentilmente ci scatta un paio di foto, e grazie al pettorale dei blogtrotters faccio la conoscenza di Roberto, assiduo lettore (di questo blog) di Bagnolo Mella.

Libertas Castegnato a Verona

I quattromila e passa partenti si vedono eccome: allo start (dato con un quarto d’ora abbondante di ritardo) la ressa è parecchia e con Dario cerco di avanzare rapidamente per approfittare della selezione che farà il cavalcavia posto poco dopo il primo km. Come (quasi) sempre, mi impongo di prendere un ritmo che mi sembra di poter tenere per tutti i 21 km, senza guardare il cronometro fino almeno al terzo km, dopo il quale generalmente cerco di assestarmi sullo stesso ritmo fino a 2-3 km dalla fine, quando – se ce n’è ancora – provo a dare tutto.

Al cartello del terzo km do un’occhiata al Garmin e vedo che sto andando a poco più di 4’40″ al km senza apparente affanno: mi sembra piuttosto strano, vista la fatica che sentivo ieri ad andature di poco inferiori ai 6′ al km, ma proseguo cercando di correre sciolto e rilassato. Salto il primo ristoro, affollatissimo; poco dopo vedo e saluto Sandro, che sta correndo con un buon passo, e poco più avanti Zio Baga, che saluto e seguo a breve distanza.

Al ristoro del km 10 afferro un bicchiere d’acqua (peccato non ci siano le bottigliette) e faccio una mezza gimcana per evitare un podista che si blocca in mezzo alla strada. Sento un dolorino al polpaccio, probabilmente un crampo, che passa non appena riprendo un’andatura regolare. Nel frattempo ho raggiunto Zio Baga, ma lo devo salutare per allacciarmi una scarpa e lo riprendo solo dopo un paio di km.

Poco dopo iniziano le difficoltà, con la stessa sensazione di “svuotamento” sentita nella prima uscita dopo la settimana di stop dovuta all’influenza. Le gambe vorrebbero correre, ma vado in eccessivo affanno e mi prendo una pausa al passo al ristoro del km 15. Riprendo poco dopo a correre, sempre ad un buon ritmo, ma la sensazione non passa e decido di concedermi una brevissima pausa (30-45 secondi) al passo dopo ogni cartello chilometrico. Corro un tratto anche insieme a Roberto, che prosegue con il suo ritmo, e dopo il passaggio in centro vengo affiancato e superato prima da Angelo, e poco dopo da Fabio. L’ultima pausa al passo è sul tratto iniziale della salita del cavalcavia, dopodiché riparto in progressione e chiudo la gara (con arrivo al coperto) con un realtime di 1:44’25″, meglio delle più rosee previsioni della vigilia, ma con un pizzico di delusione per come le ottime sensazioni dei primi 14-15 km sono svanite di colpo.

All’arrivo vedo subito Pietro (che ha avuto difficoltà, forse dovute ad un principio di bronchite, ed ha ripiegato sulla mezza chiudendola in 1:32’01″) Dario (1:41’09″), Angelo (1:43’05″) e Fabio (che con 1:43’55″ ha realizzato il personale), coi quali aspettiamo via via l’arrivo di Massimo (1:52’09″), Guido (1:56’01″) e Beppe (1:56’58″). Tutti piuttosto soddisfatti della gara, ci fermiamo un po’ al ristoro e ci portiamo al parcheggio per smistare le borse, visto che quasi tutti se ne tornano a casa senza passare dal pasta party.

Con Dario portiamo la macchina il più vicino possibile all’ingresso della Fiera e ci mettiamo in coda per il pasta party, dove incontriamo Sandro, Ingpeo e Fatdaddy coi quali scambiamo quattro chiacchiere prima di salutarci e tornare a casa per un po’ di meritato riposo.

gen
18
2009
8

18 gennaio – Maratonina Negozi DEM (Monteforte d’Alpone)

Eccomi di ritorno dalla Montefortiana, o – meglio – dalla maratonina negozi DEM di Monteforte d’Alpone, una delle molte manifestazioni a contorno della Montefortiana vera e propria, riservata agli assoluti FIDAL, che si correrà nel pomeriggio.

Poco prima di partire sono riuscito a sentire Sandro e a viaggiare con lui, Tarcisio e Valter: una volta parcheggiato a un km abbondante dalla partenza, siamo riusciti a raggiungere il tendone per il ritiro dei pettorali poco dopo le 8:30, quasi in orario per il mini-blogpoint con Alvin, Bress, Michele e Fatdaddy, fresco iscritto all’AVIS Sport Cazzago S. Martino, neonata società della quale Sandro è presidente.

blogpoint montefortiana

Poco lontano ho poi visto Andrea Rigo, col quale ho scambiato due parole prima di salutare i blogtrotters, riporre lo striscione e consegnare la borsa per fare un minimo di riscaldamento mentre Sandro, Tarcisio e Valter raggiungevano di nuovo l’auto per cambiarsi.

Ho atteso Sandro fino alle 9:25, poi mi sono messo quasi in coda al gruppone dei partenti e, dopo i due spari di cannone della partenza, sono partito molto tranquillo pensando alla salitona che ci aspettava tra il quinto e il decimo km. Nonostante le migliori intenzioni, non sono riuscito ad evitare di camminare per lunghi tratti della ripida salita, riprendendo a correre senza forzare ad ogni tratto in piano e superando almeno le salitelle più tranquille di corsa. La foschia non permetteva un colpo d’occhio sulla valle, ma c’era visibilità a sufficienza per rendersi conto che il percorso, specialmente nella parte di salita nello sterrato in mezzo ai vigneti, è davvero bello.

Nell’ultima parte di salita, molto più dolce rispetto alla parte precedente (micidiale il primo km), stavo già correndo con regolarità quando mi si è affiancato, per poi superarmi e sistemarsi davanti a me di un paio di metri, un podista con il pettorale dei blogtrotters sulla schiena: solo leggendo il nome mi sono reso conto che era Sandro, nella nuova divisa sociale e “mimetizzato” sotto una berretta di pile. Stupito di vederlo ancora lì (ero parecchio in ritardo rispetto al solito ritmo delle mezze, e in salita – e non solo – Sandro va molto più forte di me), l’ho chiamato e abbiamo corso qualche km insieme. In sostanza, il motivo del suo attardamento (e di quello di Valter) è stato un errore nel calcolo dei tempi e della distanza tra l’auto e la zona partenza, tanto che al passaggio sui tappeti con il transponder dei chip sistemati alla partenza tutta la truppa se n’era già andata.

Già, il chip… la fretta ha giocato un brutto scherzo a Sandro, che nel sistemarsi il pettorale non ha visto che il chip non era fissato al pettorale, ma era da allacciare alle stringhe delle scarpe, per cui i tempi della sua corsa non sono stati rilevati… peccato!

Il passaggio ai 10 km, subito dopo l’ultimo scollinamento e l’inizio della discesa, è stato di 1:06′ netti, e da lì in poi non ho più smesso di correre, mantenendo agevolmente un ritmo attorno ai 5′ al km, se non per un tratto di un centinaio di metri attorno al km 16, quando ho salutato Sandro e ho affrontato una breve salita di nuovo al passo, per poi riprendere definitivamente a correre e concludere la fatica abbattendo – al contrario – il “muro” delle due ore: 2:04’02″ il tempo ufficiale, 2:02’32″ il real-time.

MotionBased

All’arrivo, nonostante la temperatura non freddissima (4 °C), abbiamo cominciato tutti a sentire freddo e siamo tornati rapidamente all’auto per cambiarci e per rientrare verso casa.

Al di là del tempo molto alto e dell’ennesima conferma che in salita non vado proprio per niente, la giornata è stata più che positiva, e spero che sia stato un buon allenamento in vista della ripresa della tabella per Roma. Peccato per la brevità del blogpoint, ma già a Verona potremo fare un sopralluogo il sabato pomeriggio per organizzare un po’ meglio il tutto.

Written by bibe in: Gare | Tag:, , , , |
dic
01
2008
8

Maratona di Firenze

Prima che i dettagli del bel weekend fiorentino si perdano tra gli impegni quotidiani, provo a raccontare i due giorni intensi e più che soddisfacenti passati a Firenze.

Prima di tutto, i giorni sono stati due e non quattro come inizialmente pensavo: ho passato il giovedì e il venerdì in ospedale con Chiara (per alcuni esami e una piccola operazione), che nel weekend è rimasta a casa a riposare. Il weekend lungo nella città del giglio è solo rimandato: tra una decina di giorni, senza l’impegno di una maratona, ci godremo ancora meglio Firenze.

Sabato 29
Il viaggio in treno (Eurostar diretto Brescia-Firenze) è stato rilassante e, non avendo impegni particolari prima di pranzo, non ho dato peso alla mezz’ora di ritardo… L’autobus ha raggiunto in fretta la zona centrale di Firenze, ma dopo 10 minuti di coda in cui l’autobus ha percorso un centinaio di metri, ho raggiunto a piedi – senza difficoltà – l’albergo, ho lasciato il bagaglio e mi sono diretto in piazza della Signoria per l’appuntamento delle 12 “sotto il David” con Ezio, Simonetta, alcuni blogtrotters (Gian Carlo, Brant, Master Runners, Marcaurelio, Er Moro) e gli “orange” della Running Evolution, presidentissimo in testa, coi quali abbiamo raggiunto l’ottimo ristorante segnalatoci da Francarun.

Dopo il pranzo (ottimo davvero, ma non proprio frugale…) sono ripassato in albergo per una doccia e un po’ di relax, prima di raggiungere l’expo (sempre a piedi) dove ho passato un paio d’ore divertenti con i blogtrotters (aspetto una foto per pubblicarla!) e ho conosciuto Orlando Pizzolato e la moglie Ilaria, davvero simpaticissimi. Prima di lasciare l’expo sono anche riuscito a vedere Tarcisio, che (non ci volevo credere…) aveva più o meno il mio stesso obiettivo cronometrico e col quale mi sono accordato per trovarci l’indomani alle 8.30 al centro di piazzale Michelangelo.

Sono tornato in albergo in auto, grazie a Daniele e Monica, e ci siamo dati appuntamento per la cena in una trattoria in viale Michelangelo, che pensavo di raggiungere a piedi. Mentre aspettavo in camera, preparando tutte le possibili combinazioni di vestiario per l’indomani, Gianluca (Master) mi chiama e mi avvisa che sarebbe passato a prendermi in piazza Indipendenza, giusto a 200 metri dal mio albergo… ottimo! Mi reco all’appuntamento, ci trovo Daniele e Monica e vengo a sapere che la cena (regolarmente prenotata…) è stata annullata! Peccato per Master, che ha chiamato per disdire tutto, ma per me è stata una pacchia… cenare a pochi metri dall’albergo mi ha permesso di essere a nanna per le 11! Il ritrovo per l’indomani è per le otto precise “sotto il David”.

Domenica 30
La prima sveglia suona alle 6: mi rendo conto che mi devo alzare, ma so di poter contare sulla seconda, puntata alle 6:15 (e su una terza, di emergenza, alle 7) e dormo ancora un po’. Un’occhiata al cielo (coperto e con serie minacce di pioggia) e decido di mettere la maglia traforata sotto la magliettina e la canottiera col pettorale. Per ogni evenienza, ho dei manicotti da ciclista e i guanti…

Dopo la colazione alle 7 con un gruppetto di maratoneti, piuttosto preoccupati per il tempo, mi preparo e raggiungo “il David” alle otto precise. Non c’è ancora nessuno dei blogtrotters: dopo una decina di minuti sento Daniele, che mi dice che è in arrivo con Monica, e che si trovano a trecento metri dal David. Aspetto un’altra decina di minuti prima di risentire Daniele e di scoprire che “il David” a cui si riferiva è quello di piazzale Michelangelo, mentre io sono ancora in piazza della Signoria!

Cerco di non agitarmi inutilmente e mi reco al deposito borse: il tempo di togliere la tuta e inizia a piovere in maniera piuttosto intensa… andiamo bene! Approfitto del sacco impermeabile fornito dall’organizzazione, lascio la borsa e prendo una delle numerose navette. All’apertura delle porte in piazzale Michelangelo la pioggia è più che insistente, ma almeno sono arrivato senza dover correre prima del dovuto! Peccato per non aver potuto fare foto con i blogtrotters, e nemmeno con i ragazzi di runningforum, ma in mezzo a tanta gente (meglio, a tanti sacchi tutti uguali) è praticamente impossibile trovarsi.

Con un colpo di fortuna vedo Tarcisio prima di entrare nelle gabbie, e riusciamo a posizionarci abbastanza avanti rispetto all’ingresso della gabbia (comunque, per il passaggio sul tappeto della partenza ci vorranno quasi quattro minuti!). Il tempo prima della partenza sembra non passare mai, e la pioggia è sempre più forte: decido che, se non avrò impicci, correrò con il sacco impermeabile finchè la pioggia non diminuirà.
La partenza è come sempre lenta, mi sforzo di non effettuare sorpassi azzardati e di tenere il più possibile un ritmo uniforme.

Purtroppo devo salutare Tarcisio: l’attesa sotto l’acqua e al freddo mi costringono ad un pit-stop “tecnico” dietro un cespuglio e continuo a non avere intenzione di rischiare una caviglia. Non ho intenzione di farmi assillare dal ritmo che sto tenendo: punto alle 3:50′, ma non voglio strafare e vorrei passare alla mezza intorno all’ora e 55. Il ritmo da tenere sarebbe quindi 5’27″: mi impongo comunque di tenere un’andatura comoda e di guardare il cronometro solo ai passaggi sui tappeti, ogni 5 km.

Fortunatamente, già nel terzo km la pioggia scende decisamente più leggera. Lascio la zavorra del sacco impermeabile poco prima di terminare la discesa da piazzale Michelangelo e durante il quarto km la pioggia smette del tutto, per poi riprende leggera e smettere definitivamente prima del ristoro del 5° km, che salto sorpassando un bel gruppo di maratoneti. Il passaggio al 5° km dice 27’51″ di realtime, ampiamente in linea con le previsioni (considerando il “traffico” dei primi km e il pit-stop).

In lontananza vedo dei palloncini: che siano quelli delle 3:45′? Rilasso ancora un po’ l’andatura, già prudente, ma i palloncini si avvicinano “inesorabilmente” e, per fortuna, mi rendo conto che sono quelli delle quattro ore. Li sorpasso, non senza un minimo di difficoltà visto il numero di podisti accodati ai pacer, poco prima del ristoro del 10° km, dove prendo un bicchiere d’acqua e proseguo. Il parziale è di 26’57″, leggermente più veloce del previsto, ma le sensazioni sono ottime e proseguo cauto.

Al ristoro del km 15 scelgo un bicchiere di sali, rallentando giusto per riuscire a bere e ripartendo sempre tranquillo. Il parziale al km 15 è di 27’42″, mi sento proprio bene e, nonostante il ritmo regolare, continuo a sorpassare gente. In zona stadio riconosco il punto esatto in cui l’anno scorso, all’esordio in maratona, mi sono fermato a camminare per la prima volta, pagando la partenza davvero troppo allegra e il “macigno” psicologico dei tanti, tantissimi km ancora da percorrere. Adesso invece mi sento come se potessi continuare a correre per tutta la giornata, ai ristori cammino qualche decina di metri giusto per bere senza pressioni e riparto con un ritmo regolare. Passo alla mezza in 1:55’04″ (neanche fossi Gian Carlo!) e rientriamo verso il centro città, prima della puntata al famigerato parco delle Cascine.

Ogni tanto do un’occhiata al cronometro, guardando solo il ritmo medio totale (che oscilla tra i 5’23″ e i 5’24″, ma il Garmin accumula regolarmente qualche decina di metri in più del percorso “ufficiale”). Di Tarcisio neppure l’ombra, ma visto il divario sulle distanze più corte, penso che abbia preso un ritmo sensibilmente più veloce del mio e spero di ritrovarlo al traguardo. Dopo il passaggio ai 25 km (in 2:16’55″) comincio a sentire la fatica, ma procedo cercando di stare il più rilassato possibile. Non voglio fermarmi se non al prossimo ristoro, e anche se la tentazione di inserire una pausa al passo anche allo spugnaggio del km 27,5 è forte, proseguo. Com’è arrivata, questa piccola crisi passa e (me ne sono reso conto solo guardando i parziali) infilo il parziale più veloce proprio qui: 26’45″ dal km 25 al 30.

Il parco delle Cascine è psicologicamente devastante, esattamente come me lo ricordavo l’anno scorso, però stavolta sono “nell’altro gruppo”: nonostante il ritmo un pochino più lento (28’53″ il parziale al km 35, compresa la pausa al passo che mi sono concesso al ristoro), sorpasso sempre più gente. Vedo comunque che riesco a tenere un ritmo regolare, e comincio a fare i primi conti: sono praticamente sicuro di riuscire ad abbattere il famigerato muro delle 4 ore, sono in largo anticipo e – almeno come real-time – sono più vicino alle 3:50′ che alle 4:00′. Anche questo pensiero contribuisce a farmi mantenere un’andatura abbastanza sciolta, anche se devo rallentare leggermente: ogni tentativo di aumentare la velocità si trasforma in un principio di crampi.

Cammino per una cinquantina di metri anche allo spugnaggio del km 37,5, e passo al km 40 in 3:41’47″. Il parziale (29’14″) è il peggiore, ma ormai è fatta e provo a correre alla massima velocità che mi permetta di non soffrire di crampi: riconosco Andrea, col quale corro qualche centinaio di metri prima di percorrere l’ultimo lungarno e rientrare verso piazza Santa Croce.

Chiudo la maratona in 3:57’27″ (real-time 3:53’49″), in condizioni fisiche accettabili e contentissimo di aver abbattuto il muro delle 4 ore proprio a Firenze, dopo un anno (e cinque maratone) dopo l’esordio sulla distanza.

MotionBased

Aspetto Andrea, che arriva poco dopo, e mi incammino verso il deposito borse. La “passeggiata” è interminabile, ma vedo parecchi amici (Ivana, Massimiliano, Fabio, Gian Carlo, Master Runners, Brant) e raggiungo il camion quando già sento parecchio freddo… però con dei vestiti asciutti va tutto molto meglio e, visto l’orario, riparto subito per l’albergo, dove riesco a fare una doccia prima di partire per la stazione.

Chiudo qui il racconto della domenica, il viaggio di ritorno è stato una mezza odissea (ritardi su ritardi, cambi di treno…) ma sono comunque arrivato sano e salvo a casa, felice di aver raccolto i frutti degli allenamenti iniziati a ferragosto e che, nonostante i pochissimi lunghi, mi hanno permesso di ottenere di nuovo un personale in maratona. Tra l’altro, abbassare il tempo ufficiale dell’anno scorso (4:02’30″) mi permetterà di iscrivermi gratuitamente alla maratona del 2009.

Concludo ringraziando tutti i blogtrotters, dal primo all’ultimo, chi ha corso – anche in bici, come Orlando – e chi no, chi c’era – anche solo all’expo, come Francarun – e chi no. Ringrazio e saluto anche Giampiero, che ci ha seguiti da casa e che presto sarà di nuovo con i “suoi” blogtrotters.

Appuntamento per tutti alla prossima foto dietro lo striscione dei blogtrotters: adesso ne ho uno anche per noi che corriamo spesso al nord, spero di “inaugurarlo” presto!

nov
16
2008
8

16 novembre – Garda Trentino Half Marathon

Giornata stupenda sulle rive dell’alto Garda. La mezza maratona di oggi è stata davvero un successone, grazie anche ai 4100 iscritti (oltre 3700 arrivati) e al pubblico che un’altra volta si conferma davvero ottimo. Peccato che il mio obiettivo per oggi (centrare il personale, sfiorato per 30 secondi a Cremona un mese fa) sia miseramente fallito, ma è stata davvero una bellissima giornata e tutto sommato va bene così. L’obiettivo vero resta la maratona di Firenze, mi dispiace un po’ per oggi ma è andata così, e mi sono pure divertito parecchio…

Partiti all’alba (6:30, quasi puntuali visto che il sottoscritto ha ritardato un pochino…), alle 8 eravamo già a Riva e siamo riusciti a parcheggiare proprio a ridosso della zona partenza/arrivo. Un giretto all’expo per il ritiro dei pettorali e per una veloce colazione (la seconda, almeno per me), e dalle 9 in poi io e Alessandro abbiamo cercato sia i blogtrotters – che non siamo riusciti a trovare… ma dov’erano le porte girevoli? – e alcuni degli iscritti a runningforum, con i quali abbiamo scattato una bella foto:

Runningforum a Riva del Garda

Dopo le foto e un altro giretto alla ricerca di Nick, frate Tack e soci, ho mestamente riportato la mia super macchina fotografica (una usa e getta iniziata a Dublino) all’auto di Tarcisio, che ovviamente era chiusa… ho lasciato la macchinetta nell’alloggiamento dei tergicristalli sul parabrezza sperando di ritrovarla all’arrivo ed ho cercato Alessandro, che ho intravisto un centinaio di metri davanti a me nella folla della partenza ma che non sono riuscito a raggiungere, neanche durante il “quarto d’ora accademico” in attesa della partenza, rimandata per alcuni ritardatari ancora bloccati all’ingresso del palafiere.

A differenza di quanto successo a Cremona, però, almeno sapevo che Sandro si trovava davanti a me: durante i primi due km, affrontati come al solito senza guardare il cronometro, ho sorpassato diversi podisti e ho finalmente intravisto la chioma inconfondibile di Sandro, che ho raggiunto poco dopo e col quale ho percorso un km circa, affiancando anche “now and forever” di runningforum che accompagnava Sara.

Al ristoro del quinto km mi sono attardato un pochino per prendere una bottiglietta d’acqua: ho visto Sandro sfrecciare sulla mia sinistra, e una volta fuori dall’ingorgo del ristoro avevo un centinaio di metri di distacco. Distacco che pensavo di ricucire con calma, vista anche la partenza “ad minchiam”: 23’27″ il passaggio ai 5 km (realtime 22’38″), con un secondo km in leggera discesa ma comunque in 4’04″, che per me è fantascienza.

Tutto girava per il verso giusto, ma i postumi del raffreddore si sono fatti sentire dal 7° km in poi quando, nonostante le gambe girassero proprio bene, ho progressivamente fatto sempre più fatica a respirare. Con il naso completamente chiuso, ho rallentato leggermente fino a poco prima del km 10, quando mi sono fermato per liberare il naso e sono ripartito. Nel giro di un altro km il naso si è di nuovo riempito: altra dimostrazione di classe sopraffina (purtroppo non porto mai con me i fazzoletti, visto che non mi capita mai di dovermi soffiare il naso mentre corro…) e via di nuovo.

Al passaggio sul tappeto del km 10,5 accusavo già 1’36″ da Sandro, un po’ per il mio calo di ritmo e il resto per le soste. Ho realizzato che, nonostante la partenza veloce, non avrei di certo centrato il personale ed ho deciso di non tirarmi ulteriormente il collo, ripiegando mio malgrado verso un allenamento “di qualità” che sicuramente in vista di Firenze non farà male.

Nonostante il calo sensibile di ritmo (giravo comunque poco sotto i 5′ al km), la respirazione continuava ad essere un problema ed ho dovuto fermarmi altre volte. Verso il km 17, in un tratto di percorso parallelo grosso modo al km 15, ho incrociato Mirca, che ho visto lanciatissima verso la sua prima mezza sotto le due ore. La leggera salita degli ultimi due km ha reso ulteriormente difficile la mia respirazione (mentre le gambe erano ancora al 100%) ed ho terminato la gara in 1:51’33″ (realtime 1:50’44″), lontanissimo dal mio personale ma soddisfatto della tenuta delle gambe e del percorso di per sè bello, ma reso perfetto dalla giornata stupenda.

MotionBased

Dopo l’arrivo e il ristoro ho liberato definitivamente il naso ed ho raggiunto Pietro (colto da crampi nei due km finali, ma comunque autore del suo PB in 1:27’05″), Tarcisio (1:38’14″ il suo realtime) e Alessandro (che mi ha rifilato altri 9 minuti nella classifica generale dell’Half Marathon Tour, chiudendo in 1:41’41″). Poco dopo è arrivata anche Mirca, purtroppo vittima di una crisi negli ultimi 4 km (per un tempo finale di 2:04’33″).

Il tempo di cambiarci e via verso casa, con un piccolo fuori programma: dopo qualche km di strada (fortunatamente non avevamo ancora imboccato l’autostrada) mi sono ricordato della macchina fotografica, che nonostante la strada percorsa era ancora dove l’avevo lasciata! Peccato per non essere riuscito ad incontrare i blogtrotters, ma almeno la foto con i forumendoli di runningforum c’è!

nov
02
2008
0

2 novembre – CL 13 km

La sveglia è suonata alle sei, l’ho rimessa alle sei e un quarto facendo due conti (Fabio C. sarebbe passato alle otto in punto davanti a casa mia, uscendo alle sette meno cinque sarei riuscito a fare una dozzina di km prima del giro con Fabio) ma… mi sono riaddormentato subito dopo!

Per fortuna alle otto meno cinque ero già in strada, quando è spuntato Fabio (con Beppe e Carlo) mi sono aggregato a loro ed abbiamo scelto il giro che faccio spesso al mattino con Angelo, proseguendo verso Paderno subito dopo aver girato attorno all’Outlet.

Dopo cinque km molto tranquilli, mentre Beppe e Carlo proseguivano per Paderno io e Fabio abbiamo allungato il giro di circa 800 metri sulla pista ciclabile nella nuova zona industriale: da lì in poi abbiamo aumentato sensibilmente il ritmo per raggiungere i due “fuggitivi” prima del sottopasso e della zona industriale di Paderno. Rientrati a Castegnato, ci siamo salutati a circa un km da casa mia e ne ho approfittato per un km tirato, chiuso in 4’10″. Totale: 13 km in 1:11’14″ (media 5’28″).

MotionBased

Se tutto va bene, alla mezza del Garda Trentino del 16 novembre saremo in parecchi della Libertas Castegnato: oltre ai “soliti noti” Pietro, Sandro e Tarcisio (finora sempre presenti alle gare dell’Half Marathon Tour 2008), sono già iscritte Liviana e Mirca, e ci dovrebbero essere anche Fabio C., Beppe, Carlo e Angelo. Unico assente giustificato sarà probabilmente Massimo, impegnato oggi nella New York City Marathon.

ott
19
2008
0

19 ottobre – Maratonina di Cremona

Giornata ottima per una bella corsa, organizzata piuttosto bene su un percorso non entusiasmante ma con parecchia gente nei lunghi tratti in città. Peccato per non aver abbassato il personale (per soli trenta secondi), ma sono comunque contento.

Per un probabile problema col chip di Sandro, non mi posso ancora sbilanciare sull’esito della nostra piccola sfida… spero che il suo real-time – per ora identico al tempo ufficiale – venga corretto…

La giornata inizia relativamente presto, sicuramente prestissimo per essere una domenica: sveglia alle 6:30, colazione leggera e appuntamento alle sette in punto con Sandro, Tarcisio e Pietro. Il viaggio è tranquillo, si vedono le prime nebbie della stagione nella bassa e le nuvole lasciano presto il posto ad un sole non troppo caldo. Ritiriamo i pettorali e un primo pacco gara, torniamo all’auto di Sandro per cambiarci e per approfittare del caffé offerto da Tarcisio. Ci riportiamo in zona partenza e nel tragitto verso il deposito borse perdiamo di vista Tarcisio.

Mentre ci portiamo alla partenza, poco lontano dall’arrivo in piazza del Duomo, mi fermo a chiacchierare con Gino (che correrà la maratona di Venezia domenica prossima) e Antonio, col risultato di perdere di vista anche Pietro e, soprattutto, Sandro, che avrei voluto tenere d’occhio per tutta la gara…

La partenza, praticamente in perfetto orario, è abbastanza affollata ma scorrevole, almeno fino alla prima curva dopo qualche centinaio di metri, quando la strada si restringe e causa un leggero imbottigliamento. Poco dopo riesco a trovare un’andatura piuttosto regolare: attendo come sempre il secondo km per dare un’occhiata al cronometro, e come sempre mi accorgo di essere partito un po’ troppo allegro… 4’32″ il primo km e 4’22″ il secondo. Sorpasso probabilmente un paio di centinaia di podisti, ma di Sandro nemmeno l’ombra… starà volando verso il personale?

Mi sento comunque bene, a parte un leggero fastidio al polpaccio destro che a volte sento per i primi km di una gara. Niente di preoccupante: infatti la sensazione sparisce dopo un altro paio di km, quando raggiungo Angelo, che saluto prima di continuare con un ritmo leggermente più contenuto, complici anche alcuni falsopiani che voglio affrontare con prudenza. Riguardo il cronometro all’ottavo km, vedo che sono “in perfetto orario” col virtual partner, che ho impostato per un ritmo di 4’37″ al km. Il Garmin segnala già un centinaio di metri in più del percorso segnalato, ma considerate le numerose curve non è affatto male. Sento che sto forzando il giusto, non credo di poter aumentare troppo l’andatura e comunque non voglio rischiare di arrivare agli ultimi 4-5 km troppo stanco per continuare su un buon ritmo. Il cavalcavia del decimo km è piuttosto insidioso, il cambio di ritmo affatica un pochino le gambe ma la sensazione passa dopo qualche centinaio di metri. Prima del quindicesimo km ho la stessa sensazione con i due sottopassi, e verso il sedicesimo (in svantaggio di un centinaio di metri rispetto al virtual partner, impostato comunque per chiudere sotto l’ora e 38) aumento con prudenza l’andatura, cercando di gestire la fatica senza spingere né troppo, né troppo poco.

Comincio ad accusare un po’ di affaticamento, ma è tutto sotto controllo: non guardo più il cronometro e cerco di aumentare ancora durante il ventesimo km, dopo il quale vado in progressione. Riesco a spingere anche lungo la salita che porta verso il cartello dei 21 km, e passo sotto il traguardo fermando il cronometro (che avevo fatto partire al passaggio sul tappeto della partenza) sul tempo di 1:39’39″, trenta secondi più del personale, stabilito lo scorso febbraio a Verona. Il tempo ufficiale è di 1:40’20″.

MotionBased

Mi guardo attorno per cercare Pietro, Tarcisio, Angelo e soprattutto Sandro, ma non c’è traccia di nessuno dei quattro: resto in fila per qualche minuto e raggiungo il ricco ristoro, dopo il quale – ancora da solo – passo a ritirare lo zainetto (con la tuta e le chiavi dell’auto di Sandro…!) al deposito borse e torno in zona arrivo, dove mi aggiro per un buon quarto d’ora prima di dirigermi al parcheggio dove ritrovo tutti i compagni di viaggio. Pietro, nonostante il dolore al ginocchio, ha chiuso di poco sotto l’ora e 30′, Tarcisio di poco sotto l’ora e 37′, mentre con Sandro la suspense resta: per ora il real-time (sul quale avevamo deciso di basarci per decidere chi avrebbe dovuto offrire il caffé) appare identico al tempo ufficiale, 1:41’56″: spero di poter aggiornare questo post con il “real-time ufficiale”, e spero soprattutto… di bere un buon caffè!

AGGIORNAMENTO: Sul sito podisti.net è comparsa una classifica con i realtime corretti. Il distacco ufficiale della sfida con Sandro (realtime 1:40’29″, il muro dei 100 minuti si avvicina sempre di più!) è quindi di 50 secondi.

set
21
2008
3

21 settembre – Mezza di Monza

Escludendo forse la maratona di Firenze, la mezza di Monza è probabilmente la gara con il percorso più suggestivo a cui io abbia mai partecipato: correre sul circuito dove solo una settimana fa hanno girato le Formula Uno (ma come faranno a non andare in orbita nella parabolica? non credevo fosse una curva così impegnativa!) e percorrere in lungo e in largo il bel parco hanno reso emozionante questa domenica finalmente fresca (12 °C alla partenza, 18 °C all’arrivo) e ideale per correre.

Raggiunto il paddock con Pietro e Fabio, siamo riusciti ad incontrare Sandro e Cecilia prima di iniziare un breve riscaldamento e portarci sulla pista dalla quale siamo partiti dopo lo sparo (e il semaforo verde): i primi km, complice forse il fatto di correre sul circuito visto tante volte in TV, sono stati un po’ troppo allegri (sotto i 4’40″), ma il fresco aiutava a mantenere un buon ritmo senza grossi problemi.

Poco dopo l’uscita dal circuito, all’altezza della parabolica, Sandro ha allungato leggermente, ma l’ho tenuto “a vista” fino a poco prima del km 14, quando ad una curva secca a sinistra dopo una delle brevi salitelle del parco, ho messo il piede sinistro sul bordo dell’asfalto e mi sono procurato una piccola storta. Al momento ho temuto che fosse qualcosa di serio, ma dopo una piccola sosta, un km circa molto tranquillo e un’altra sosta al ristoro del 15mo km – durante la quale ho approfittato per riprovare, dopo mesi, un gel che userò nei lunghi e nelle maratone – ho ripreso un buon ritmo e ho comunque chiuso la gara in 1:45’10″ (1:44’23″ il realtime).

MotionBased

Poco dopo l’arrivo ho visto Sandro, contentissimo per aver dato, col suo 1:40’45″ di realtime, un’altra bella revisione al personale: sta diventando davvero un osso duro per me! Abbiamo poi raggiunto Tarcisio (1:37’34″) e, dopo il ritiro del pacco gara, Pietro (1:31’47″, con una crisi nella prima metà gara, brillantemente risolta dopo qualche km) e Fabio, che per una decina di secondi non ha limato il proprio personale, chiudendo in un comunque ottimo 1:24’48″.

Durante il rientro a casa, ho sentito Giampiero, carico al punto giusto per l’Evento del prossimo weekend, e la compagnia delle 5:58 che si è difesa benissimo alla maratonina di Brescia. Entro domani vedrò di recuperare le classifiche complete, per ora complimenti a tutti!

giu
30
2008
4

Romamezzamaratona

Il weekend romano inizia al mattino presto del sabato: parto da casa alle 6:15, sotto un acquazzone e ammirando un bell’arcobaleno, alla volta di Cazzago dove recupero Sandro e Cecilia. Insieme passiamo da Calino e con Tarcisio e Luisa ci dirigiamo all’aeroporto di Orio al Serio.

Il volo è più che tranquillo, anche per Cecilia che è al “battesimo dell’aria”, e a Roma ci accolgono i 34 °C (già alle dieci!) di Ciampino: iniziamo bene! Con un pullman raggiungiamo la stazione metro di Anagnina e arriviamo a Lepanto, da dove la nostra pensione dista solo qualche centinaio di metri. Ci organizziamo nelle camere, poi io vado alla stazione Termini a prendere Chiara che, aggregatasi all’ultimo momento, è scesa in treno.

Torniamo alla pensione, ci rinfreschiamo un momento e raggiungiamo gli altri alla pizzeria da Ciro in pieno centro, per un’ottima pizza verace e per un caldo pomeriggio in giro per Roma, visitando la basilica di San Pietro, le tombe dei papi, e – dopo il rientro di Sandro e Tarcisio in camera per riposarsi prima della gara – piazza Navona e dintorni.

Dopo una mezz’oretta di relax, partiamo tutti per la stazione ferroviaria Flaminio, da dove prendiamo il treno per lo stadio Rosi, sede dell’arrivo in pista (all’ingresso della pista c’è il cartello dei 21 km, fa un certo effetto…), dove incontriamo Giampiero, ovviamente al gazebo della Running Evolution. Un piatto e mezzo (grazie, Chiara!) di pasta, un caffè e poi cerchiamo di stemperare la tensione pre-gara con una foto sul podio – bravo Sandro che si becca un bel bacio dalla bella miss – e quattro chiacchiere con i blogger e i ragazzi della Running Evolution. Peccato che al momento della foto con i blogger io fossi dall’altra parte dello stadio, dove abbiamo incontrato Gino e Jenny… mi farò perdonare a Colonna, sarò in tutte le foto!

Blogtrotters alla Romamezzamaratona

Appena tornato con Chiara, Gino e Jenny al punto di ritrovo, vedo Giampiero al telefonino che mi fa segno di raggiungerlo di corsa: al telefono c’è Monica, che bella sorpresa! Peccato che non ci sia anche lei, mascotte ufficiale della Running Evolution e prima “fondatrice” dei blogtrotters…

Poco dopo Sandro, Tarcisio ed io abbiamo salutato le rispettive signore e ci siamo sistemati in zona partenza con Jenny e Gino, e alle 23 precise è stato dato il via. Considerato il numero di podisti (non ho il dato esatto dei partenti, ma con circa 3600 iscritti e 2661 arrivati, ci saremo assestati probabilmente poco sotto i tremila) la partenza è stata più che ordinata.

Nel primo km, ovviamente tranquillo, Tarcisio è comunque partito ad un ritmo sostenuto, io e Sandro abbiamo affiancato per un centinaio di metri Ezio e altri della Running Evolution, per poi allungare, mentre Gino e Jenny hanno fatto la gara insieme ad un ritmo un pochino più lento. Dopo circa 5 km siamo entrati in Villa Borghese: primo ristoro e – per me – pit stop “tecnico”, dopo il quale ci ho messo un paio di km per recuperare il terreno perduto da Sandro, col quale ho percorso i km prima del ristoro successivo.

All’uscita da Villa Borghese ho iniziato a sentire il caldo e la forte umidità: al ristoro del decimo km l’acqua fresca della mezza bottiglietta che mi sono versato in testa si è messa a “bollire” già all’altezza della schiena. Un po’ spaventato, ho preso un’altra bottiglietta intera e ho approfittato di un paio di fontanelle lungo il percorso per rinfrescarmi. Dal km 13 circa l’umidità era veramente tanta, e la stanchezza pure, ma le gambe tenevano bene e ho potuto continuare più o meno alla stessa velocità, intervallando ogni 7-800 metri qualche tratto di cammino ad un ritmo sostenuto. Dopo il terzo ed ultimo ristoro, posizionato al km 17, la voglia di portare a termine la fatica ha preso il sopravvento, le pause si sono “diradate” e ho pure chiuso in progressione: l’ingresso allo stadio e il traguardo in pista sono stati suggestivi.

Il tempo ufficiale dice 1:54’25″ (real-time 1:54′ netti): non avevo particolari obiettivi di tempo (anche se non mi sarebbe dispiaciuto correre sotto i 5′ al km), ma visto il percorso ondulato e soprattutto le condizioni proibitive, sono contento di aver portato a termine la gara. Dopo l’arrivo mi sono scolato un gatorade e mezzo litro d’acqua e dopo il giro dello stadio ho raggiunto Chiara, Cecilia, Luisa e – come previsto – Tarcisio, a cui toccherà pagare da bere. Alessandro, che pensavo arrivato da un bel po’, è giunto al traguardo tre minuti circa dopo di me, visibilmente provato.

Al gazebo della Running Evolution abbiamo salutato Giampiero, sempre iperattivo, e gli altri bloggers: Ezio, Daniele, uscuru, Giancarlo e Marione. Dopo aver visto l’arrivo mano nella mano di Gino e Jenny, ci siamo portati verso il bus navetta che ci ha riportati alla stazione Termini, dalla quale – ormai praticamente addormentati – siamo rientrati alla pensione, ben dopo le tre, per una doccia e un sonno ristoratori. Sonno che è purtroppo stato breve: sveglia alle 7.30, preparativi per la partenza, e via verso la basilica di San Pietro, dove dopo colazione abbiamo assisito alla messa con la presenza importante del patriarca di Costantinopoli. Dopo la benedizione abbiamo raggiunto Tarcisio e Luisa da Ciro, e solo dopo pranzo ci siamo accorti del ritardo che avevamo accumulato. In meno di due ore siamo comunque riusciti a: prendere la metro, passare alla pensione a recuperare i bagagli, riprendere la metro fino ad Anagnina, raggiungere Ciampino con due taxi, convincere l’addetta al check-in ad accettare tre passeggeri (Tarcisio e Luisa avevano fatto il check-in online) a meno di mezz’ora dalla partenza del volo. A quel punto, in coda per l’imbarco, la stanchezza si è fatta sentire di colpo, tanto che ho praticamente dormito per tutto il volo.

Nel complesso, il weekend è stato indimenticabile: per la compagnia, per la città, per il breve incontro con i blogtrotters. D’altro canto la gara, resa quasi “epica” dalle condizioni proibitive, è stata bella ma per me non rientra in quelle assolutamente da ripetere: per l’anno prossimo credo proprio che nel weekend della (eventuale?) edizione 1 della Romamezzamaratona saremo tutti al mare con Ezio! ;)

Infine, ecco il percorso della gara:

MotionBased

Dai rilevamenti a cui fa riferimento il sito MotionBased, pare che durante la gara la temperatura sia stata tra i 24 e i 26 °C (neanche male, siamo poi in estate…), ma l’umidità era tra il 74 e l’83 per cento!

mag
30
2008
0

30 aprile – Trofeo Il Calesse

Ho partecipato con Alessandro, Tarcisio ed Elisa del gruppo Avis Sport Cazzago e con Daniele al trofeo “Il Calesse”, gara serale inserita nel circuito Hinterland Gardesano. Nonostante la pioggia insistente di oggi e degli scorsi giorni, lo stato di gran parte del percorso (quasi totalmente su sterrato) non era dei peggiori: ho visto qualche scivolone, ma nessuna caduta.

Le partenze “a razzo” (per non dire peggio…) stanno diventando una brutta abitudine per me: dopo il primo km in 4’01″, ho ripiegato su un ritmo più tranquillo. Ho capito che stavo esagerando anche perchè vedevo Tarcisio a poche decine di metri davanti a me: dopo il primo dei due giri ho anche cercato di raggiungerlo, ma negli ultimi due km l’ho perso di vista.

Ho chiuso gli 8 km e 700 metri in 39’23″ (media 4’31″), a circa due minuti da Tarcisio, con un secondo giro sensibilmente più lento del primo ma senza grosse difficoltà. Alessandro è arrivato decimo di categoria, a una ventina di secondi da me, mentre Elisa, arrivata poco prima di Daniele (attorno ai 43′), è giunta addirittura settima di categoria. Primo assoluto Simon, in 28’40″ (!)

MotionBased

Nel weekend lungo farò l’ultima uscita impegnativa prima di Jesolo, dopodichè solo qualche breve uscita a quello che sarà il ritmo maratona, attorno ai 5’20″/km.

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